Le quotazioni dell'oro durante la settimana 7-11 ottobre hanno fatto segnare una perdita del 3,2%, chiudendo venerdì a 1268,20 dollari l'oncia al Comex di New York: si tratta del minimo degli ultimi tre mesi. Una situazione strana in quanto ci sono due elementi che teoricamente avrebbero dovuto far salire il prezzo dell'oro, ovvero la crisi del debito staunitense (governo in shutdown e negoziati per alzare il tetto del debito entro il 17 ottobre), e l'annuncio che Janet Yellen sarà il presidente della Federal Reserve Bank dopo Ben Bernanke, prima donna della storia e ritenuta ancor più propensa a politiche monetarie accomodanti rispetto al suo predecessore. Invece fino a mercoledì il bene rifugio per eccellenza ha tenuto a quota 1300 dollari l'oncia, poi gli ultimi tre giorni c'è stata la discesa.

Bisogna però aggiungere che ormai l'oro già da qualche tempo si comporta un po' come il dollaro nel mercato forex, o per lo meno è visto da molti operatori come tale, dunque quando ci sono momenti delicati come questi e le previsioni generali sull'economia non sono molto positive, non è cosa del tutto strana che da un bene considerato difensivo come il metallo giallo ci si sposti verso altri lidi che, dato il rischio maggiore, si ritiene possano portare a guadagni maggiori.

Fare dunque delle previsioni sul prezzo dell'oro risulta sempre più difficile e, non temiamo di dirlo, capita di doversi auto-smentire perchè i cambiamenti che stanno avvenendo nei mercati finanziari possono lasciare spiazzati.

Ad esempio, circa due settimane fa nell'articolo Quotazioni oro: aggiornamenti e previsioni ipotizzavamo, secondo quanto veniva diffuso dai principali operatori del settore, che le quotazioni dell'oro avrebbero oscillato senza regolarità fino a fine anno per poi magari rompere la resistenza di 1400 dollari l'oncia nel 2014; tuttavia specificavamo anche la mancanza di una direzione identificabile (dopo che comunque, nei mesi precedenti, avevamo riportato che c'era chi riteneva possibile un trend al rialzo) e che la banca d'affari Merry Linch aveva tagliato di circa il 17% il valore previsto per l'oro nel prossimo biennio.

Adesso aggiorniamo il nostro periodico report sulle previzioni del prezzo dell'oro informando che Morgan Stanley prevede per il 2014 una quotazione media di 1313 dollari l'oncia, quando nel 2013 siamo a 1420 dollari. Non solo: le previsioni della banca sono per un deprezzamento fino al 2018.

Peggio dice Jeffrey Currie di Godman Sachs, che addirittura è per una discesa a 1050 dollari l'oncia per fine 2013: "Una volta che si supera l'impasse a Washington, i metalli preziosi sono destinati a crollare".

Anche il mercato dell'oro fisico, che fino a pochi mesi dava un minimo di impulso quando il mercato dell'oro finanziario stagnava, è in questo momento al palo: anche se pervengono voci di acquisti da parte di alcune banche centrali, sembra che i grandi acquisti ad ora non ci siano e anzi l'India, fino poco tempo fa insieme alla Cina il massimo compratore mondiale, ha prima imposto forti dazi e poi in pratica stoppato le importazioni di oro perchè il governo ha voluto intervenire sul deficit commerciale, fatto scendere sotto quota 6,8 miliardi di dollari dopo due anni e mezzo. Gli investitori privati si sono quindi rivolti all'argento, le cui importazioni guarda caso nel periodo gennaio-agosto 2013 sono state il doppio di quelle di tutto il 2012.