Questo articolo si incentra sulla domanda "come si sceglie una banca per il conto corrente, il conto deposito, gli investimenti?" in quanto si sta parlando tanto della situazione di Banca Marche (cfr per le ultime notizie Aggiornamenti Banca Marche) perché l'istituto sta vivendo un periodo molto difficile a causa della necessità di un aumento di capitale, necessario per via di una gestione dei rischi e del credito decisamente criticabile, a quanto è emerso fin'ora. Ma ci sono altre banche che sono in condizioni critiche: commissariata già da un po' la Banca Popolare di Spoleto, mentre Banca Carige e Banca Popolare di Milano hanno subito il taglio del rating da parte di Moody's un mese fa ma stanno comunque compiendo un percorso di risanamento che dovrebbe portare ai frutti sperati (ma attenzione al basso core rating 1, di cui parliamo più sotto).

Dunque, cerchiamo di capire quali elementi un risparmiatore-investitore dovrebbe valutare quando decide di affidare i propri soldi ad una banca.

In genere quando si sceglie un conto deposito si guarda principalmente ai rendimenti, ai tassi di interesse proposti per i vari periodi di vincolo, nonchè alla presenza o meno di penali per lo svincolo anticipato ed ai costi (ovvero se la banca fa pagare o meno al cliente l'imposta di bollo).

Invece per il conto corrente i consumatori valutano soprattutto i costi per le operazioni, il canone del conto e delle carte di credito e bancomat, i servizi accessori, la comodità della filiale e dell'internet/phone banking.

Ma tutto ciò non basta in quanto non viene analizzata l'affidabilità della banca stessa: le banche possono fallire (in Italia negli ultimi tre anni solo due, Banca Network e Banco Emiliano Romagnolo) e in tal caso la sola salvaguardia è il rimborso fino a 100.000 euro da parte del Fondo di Tutela Interbancario, solo per il capitale e non per gli interessi eventualmente maturati col conto deposito. Per gli azionisti invece il caso è diverso e come si sa, si può anche perdere tutto.

Precisiamo comunque che per il caso più attuale, cioè quello di Banca Marche, il fallimento è una ipotesi alquanto remota per diversi motivi, dalla volontà di Bankitalia e delle Fondazioni di risanarla alle stesse dimensioni dell'istituto.

Due elementi sono indicativi della solidità di una banca e che vanno analizzati per non avere sorprese:

  • il rating di credito, ovvero il giudizio che viene dato dalle famose agenzie di rating quali Moody's, Fitch, Standard & Poor's e altre, basato su elementi quantitativi (bilancio, redditività, capacità di produrre reddito, flussi di cassa…) e qualitativi (credibilità e affidabilità di progetti e management). In genere si indica con una combinazione di tre lettere che può andare dal massimo di AAA al minimo di CCC (o anche D), con aggiunte di numeri 1, 2, 3 o segni come +: in genere una doppia o tripla B indica una relativa sicurezza di investimento, sotto si è in ambiti più rischiosi. Per le banche, BBB è un valore che indica una decisa solidità
  • il core tier 1, cioè il rapporto tra il capitale proprio della banca (patriomonio di base) e gli investimenti ponderati col il loro rischio: più il core tier 1 è alto, più IN TEORIA la banca è affidabile. In teoria perchè ad esempio un istituto può avere un alto rapporto ma poi essere comunque molto esposto in derivati, rischiare di essere commissariata, avere una dirigenza incompetente. Si entra comunque nel dettaglio della finanza bancaria, degli accordi di Basilea, dei controlli della BCE: diciamo solo che la stessa Banca Centrale Europea, che ha appena confermato che sta per arrivare un giro di vite sui controlli sulla solidità degli istituti, impone per il prossimo futuro un core tier 1 di almeno l'8%

Rating e core tier 1 da soli (il secondo soprattutto) non sono indicativi al 100% della situazione di una banca, ma sono comunque da considerare in abbinato per fare delle valutazioni che soppesino il meglio possibile il rischio.