La notizia della donna di Frosinone che aveva trovato e restituito ben 175 mila euro in contanti ritrovati per strada aveva interessato e incuriosito tutta Italia. La sacchetta di denaro era piena dei risparmi di un'anziana che l'aveva fatta cadere dal balcone mentre faceva pulizie, almeno questo si è letto sui giornali.

Passi per il gesto di grande onestà di restituire il denaro, la curiosità di tanti si è concentrata sul perché l'anziana tenesse tutto quel denaro in casa anziché depositarlo in banca. E la vecchietta di Frosinone non è l'unica in Italia. Secondo la Cgia di Mestre sono quasi 15 milioni gli italiani che non depositano i propri risparmi in un istituto di credito aprendo un conto corrente. Un fenomeno tutto italiano, secondo l'associazione di artigiani veneti, nonostante l'introduzione dell'obbligo di tracciabilità dei pagamenti.

Uno dei motivi secondo la Cgia va ricercato nelle abitudini storiche e culturali: "In particolare gli anziani con basso livello di scolarizzazione preferisocno conservare i soldi in casa anziché affidarsi a una banca". Un secondo motivo va ricondotto al fatto che molti pensionati conservano i propri risparmi nei libretti di risparmio postale oppure appoggiandosi al conto corrente di un familiare.

Un fenomeno più spiccato in Italia rispetto al resto della Comunità Europea. Secondo una recente indagine sui paesi comunitari, mentre in Italia sono 15 milioni le persone senza un contro corrente (pari al 29% degli italiani sopra i 15 anni), in Romania ce ne sono 9.600.000 (55% degli over 15) mentre in Polonia sono poco meno di 9.700.000 (30% degli over 15).

Dati nettamente lontani da paesi come la Francia e il Regno Unito. In questi casi gli "unbanked", senza conto corrente, non sono più di un milione e mezzo, circa il 3% delle persone sopra i 15 anni. Fanno ancora meglio i tedeschi che non superano il milione e quattrocentomila senza un conto, solo il 2% degli over 15.