Un ennesimo regalo di Natale potrebbe arrivarci da Fabrizio Saccomanni, ministro dell'Economia, e dalla Legge di Stabilità di Enrico Letta: l'aumento dell'imposta di bollo sui conti correnti.

L'aumento stimato, che non può di certo considerarsi lieve, potrebbe arrivare al 33% proprio nel mese di dicembre, un regalo di Natale, appunto. L'esigenza di tale aumento è che aiuterebbe a raccogliere circa mezzo miliardo di euro l'anno, che finirebbero dritti dritti nelle casse dello Stato. Nel comma 7 dell'articolo 17 della legge di Stabilità è previsto, infatti, il passaggio dell'imposta di bollo sui conti correnti dall'attuale 0,15% allo 0,2% dell'importo depositato.

Tra le proposte presentate nella Legge di Stabilità anche quella di eliminare il tetto minimo di 34,2 euro l'anno e far pagare a tutti una aliquota proporzionale alle somme detenute. Nessun cambiamento, invece, per aiutare i risparmiatori che sono stati danneggiati dal possesso di titoli in default che tuttora pagano l'imposta di bollo senza tenere minimamente conto del fatto che da questi titoli non hanno una così alta redditività. L'imposta di bollo, infatti, va a toccare quei depositi superiori ai 5000 euro e non si applica soltanto ai guadagni che eventualmente si maturano, ma all'intero deposito.

Un esempio pratico: con una somma depositata pari a 100mila euro, dal 2014 si potrebbero pagare 200 euro di imposta di bollo, contro i 34 che si pagavano fino al 2011. Va ricordato, però, che i risparmi, nella maggior parte dei casi, altro non sono che una parte non spesa dello stipendio, che è già tassato molto pesantemente dall'Irpef. L'imposta di bollo, applicata in questo modo, diventerebbe una tassazione ulteriore.