Bollo conto corrente e titoli addio dal 2014, la legge di stabilità ancora modificata: in questo caso si tratta dell'approvazione dell'emendamento proposto da Marco Causi del Partito Democratico da parte della commissione bilancio della Camera dei deputati. L'abolizione del bollo sul conto corrente e conto titoli partirà dal 2014 e rappresenta una misura positiva per chi ha giacenze piccole e medio-piccole, che sarà pagata da chi ha giacenze importanti.

Il bollo sul conto corrente e conto titoli di cui si parla è il classico esborso di 34,20 euro ormai familiare alla maggior parte dei correntisti italiani. La sua abolizione prevista dall'anno prossimo e proposta da Causo ha trovato tuttavia le critiche dell'opposizione al Governo che ha parlato di "piccola patrimoniale" che "costerà agli italiani 800 mila euro". Secondo Marco Causi del PD "ne beneficeranno tutti i correntisti con giacenze medie sotto i 17.000 euro e la misura sarà pagata da correntisti tra i 250.000 e i 500.000 euro".

In sostanza l'abolizione del bollo sul conto corrente nella legge di stabilità apporta la novità della tassa progressiva: niente bollo per chi ha meno di 5 mila euro sul proprio conto, pagamenti del 0,2% a salire per chi ha di più, con risparmio rispetto a oggi per chi ha 17 mila euro o meno e invece esborsi ulteriori per chi ha giacenze più importanti, in particolare sopra ai 250 mila euro. Insomma, abolizione del vecchio bollo da 34,20 euro sì, ma è pur vero, come protesta l'opposizione, che ci sarà chi pagherà di più e non di poco. Misura per proteggere i piccoli risparmiatori o furbo escamotage da parte del Governo Letta per fare cassa senza fare arrabbiare i più? La risposta è meno semplice di quanto potrebbe sembrare a prima vista.