Di certo non si sarebbero mai immaginati una realtà come quella contro cui hanno dovuto scontrarsi tanti clienti delle Poste, nel momento fatidico e lungamente atteso della riscossione del loro credito. In tanti, difatti, si sono recati presso il proprio ufficio postale per riscuotere, alla scadenza, dei vecchi buoni postali, trovando però un'amara sorpresa. La cifra che era stata loro promessa è stata, infatti, dimezzata a loro totale insaputa.

Un cliente, per esempio, che aveva acquistato 5 buoni postali ordinari di durata trentennale, allo scadere dei trent'anni si reca presso l'ufficio postale convinto di poter finalmente riscuotere i 90 mila euro promessi, invece se ne ritrova a malapena 45 mila. Il legale del cliente è poi riuscito a far ottenere al proprio assistito la liquidazione dell'intera somma mediante decreto ingiuntivo, ma il problema è tutt'altro che risolto dato che le Poste hanno fatto ricorso. Pertanto la causa giudiziaria è appena all'inizio.

In tal senso il consiglio dell'avvocato di Novara, Marta Buffoni, è quello di non firmare la liberatoria, che l'impiegato delle poste metterà davanti, nel caso in cui il rendimento dei buoni postali risulti inferiore alla cifra promessa. Molto meglio, prima, chiedere la consulenza di un avvocato oppure rivolgersi a una delle associazioni dei consumatori affinché venga predisposta una raccomandata nella quale verrà specificato che la somma incassata si considera come una parziale corresponsione dell'intera somma dovuta, così come riportato nel buono stesso.

Il nodo del discorso sta, però, nel fatto che, nel tempo, i rendimenti hanno subito per legge diverse riduzioni. D'altra parte, è pur vero che i risparmiatori non sono stati informati a dovere sul rischio legato ai tassi dell'investimento. Dal canto loro le Poste, sicure di aver agito a termini di legge, affermano "Poste Italiane, in quanto collocatore di prodotti di terzi, si è limitata ad applicare la variazione dei rendimenti come previsto dal decreto del ministero del Tesoro del 13/6/1986. La modifica del tassi di interesse rispetto a quanto riportato sul retro dei Buoni Postali Fruttiferi è stata disposta dal Ministro del Tesoro di concerto con il Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni, e resa nota mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 148 del 28/06/1986".

Non resta, a questo punto, che attendere nuovi sviluppi dell'intricata vicenda.