La "mini patrimoniale" subirà un rincaro di un terzo dal 1 gennaio 2014, così come previsto dalla Legge di Stabilità passata al Senato. L'aumento dell'imposta di bollo riguarda gli "strumenti finanziari" come i conti deposito, i fondi, i libretti e i buoni.

La cosiddetta mini patrimoniale (chiamata così perchè considerata una "tassa sui risparmi") era stata introdotta a dicembre 2011. Nel 2012 era stabilita allo 0,1%, poi è stata aumentata allo 0,15% dal Governo Monti (nel 2012). E adesso, appunto, la nuova stangata: dal 1 gennaio si passa allo 0,2%.

Come funziona l'imposta di bollo sui conti deposito

L'imposta di bollo consiste in un prelievo fisso annuale di 34,20 euro per le persone fisiche, a patto che la giacenza media del deposito superi i 5mila euro. Sotto i 5mila euro non si è tenuti a pagare l'imposta di bollo.

"Nel caso di prodotti finanziari l'aliquota sale - da quest'anno - al 2 per mille con esenzione per i fondi sanitari, pensione e i buoni postali fruttiferi con valore di rimborso inferiore a 5mila euro e fissando a 34,2 euro la soglia minima: la stessa dei conti correnti", afferma Giuliano Balestrieri su Repubblica.

Aumento mini patrimoniale sui conti deposito, come "difendersi"

Enrico Marro spiega sul Sole 24 Ore che il rincaro della mini patrimoniale colpirà anche i conti deposito, ma aggiunge che c'è un modo per "difendersi". Alcuni istituti bancari, infatti, si fanno carico dell'imposta di bollo. Ecco un elenco: Banca Ifis, Ibl Banca, Banco Popolare, Bccforweb, Mediocredito del Friuli, Banca Profilo.

Se la banca cambia le condizioni (e può farlo) a causa della stangata prevista dalla Legge di Stabilità, ha il dovere di comunicare al cliente la proposta di modifica unilaterale. L'articolo 118 del Testo Unico Bancario parla chiaro: entro 60 giorni dalla comunicazione, il cliente ha il diritto di recedere dal contratto ottenendo l'applicazione delle condizioni precedenti alla modifica in caso di liquidazione.