Il Governo Letta che continua ad affermare la diminuzione delle tasse come effetto della Legge di Stabilità 2014, ripete invece la solita politica economica testa a penalizzare i cittadini. Stavolta parliamo dell'aumento percentuale dell'imposta di bollo sui conti deposito.

Ma i clienti titolari potranno evitare questa misura di Governo e addirittura non pagare per nulla l'imposta di bollo? E le banche cosa avranno diritto a fare? Le risposte ci sono, cercheremo di chiarire la questione.

Ricordiamo brevemente che la tassa sull'imposta di bollo è passata dallo 0,15% stabilita dal Governo Monti e quindi già aumentata del 50% rispetto alla precedente, allo 0,20% grazie (si fa per dire) alla nuova Legge di Stabilità. In pratica due Governi in 2 anni hanno portato ad un aumento del 100% della tassazione sulle somme depositate nei conti deposito.

Misura giusta o sbagliata? Il problema non è questo, anche se apparentemente sembra che la manovra possa penalizzare i ricchi, in realtà non fa altro che penalizzare ancora una volta il ceto medio, e anche se un piccolo risparmiatore aveva deciso di usare questo prodotto finanziario, ora si troverà a pagare un aumento del 33,3% di imposta di bollo sulle somme contenute nel proprio conto deposito, e ricordiamo che il minimo importo è pari a 34,20 euro.

Fino ad ora, ci sono state banche che si accollavano il costo dell'imposta di bollo sui conti deposito, ma adesso le cose potrebbero cambiare e quindi sfavorire clienti che non la pagavano affatto per il motivo suddetto. Veniamo al capitolo banche.

Precisiamo che le banche avranno la possibilità di modificare le condizioni contrattuali in modo unilaterale e in qualsiasi momento tramite una comunicazione al cliente di un conto deposito, il quale però avrà diritto a 2 mesi di tempo (60 giorni) dall'avvenuta ricezione, per recedere dal contratto e senza conseguenze sulla spesa di chiusura conto e sulle condizioni precedentemente pattuite.

Quali banche non faranno pagare l'imposta di bollo sui conti deposito nonostante l'aumento previsto dal Governo Letta, salvo che non vi sia un'improbabile cambiamento alla Camera?

Ecco un elenco, ma si consiglia gli interessati d'informarsi contattando direttamente l'istituto di credito per avere conferma di queste anticipazioni che non possono essere certe al 100% visto che la misura partirà dal 2014.

Banca Ifis, Bccforweb (Banca Credito Cooperativo), Mediocredito del Friuli, Banco Popolare, Ibl Banca, Banca profilo, Ing Direct, Privatbank, IW Bank, Banca Sistema, Banca Findomestic.