Il ministro Saccomanni ha così detto sull'accordo tra Italia e Svizzera sul rientro dei capitali illegalmente esportati nelle banche elvetiche, prossimo alla conclusione: "l'accordo è vicino" ma il rientro volontario dei capitali non comprenderà "nessuna forma di anonimato, non implicherà né un'amnistia né un condono fiscale". Il ministro dell'Economia ha parlato a margine del World Economic Forum di Davos.

Dunque chi detiene in conti correnti, in conti deposito o comunque nelle banche svizzere dei capitali senza però averli dichiarati al Fisco italiano sappia che l'accordo tra i due Paesi è orami prossimo, anche se la data non è stata resa nota, e dunque lo scambio di informazioni tra le autorità finanziarie italiane ed elvetiche porterà presumibilmente alla scoperta di questi capitali non dichiarati.

Tuttavia, se non si tratterà di condono o amnistia fiscale, Saccomanni precisa che un trattamento di favore per chi si autodenuncia e riporta i capitali in Italia potrà essere previsto, mentre chi continuerà a nasconderli e venisse scoperto subirà sorte ben peggiore: "un trattamento favorevole, anche con sconti di pena per il contribuente che collabora con il fisco … un inasprimento per coloro che non collaborano e che possono poi venire scoperti tramite ad esempio lo scambio di informazioni internazionali".

Il protocollo tra i due Paesi rientra comunque nel quadro delle misure che il governo Letta è pronto a varare per il rientro dei capitali detenuti all'estero, spiegate nel dettaglio nell'articolo Rientro capitali all'estero, sanzioni morbide.

L'accordo Italia-Svizzera sul rientro dei capitali, la cui firma è possibile a fine mese ma poi ci sarebbero da attendere le ratifiche dei due Parlamenti e i necessari referendum svizzeri, si baserà sulla voluntary disclosure, appunto un'autodenuncia che garantirebbe sì sconti sulle sanzioni e la neutralizzazione di quasi tutti i reati tributari tranne la frode fiscale, ma farebbe comunque pagare del tutto le tasse.

Dunque per evitare che si tratti appunto di condono o amnistia fiscale resterebbe escluso chi ha frodato il fisco e presumibilmente chi ha ricevuto dall'erario un questionario con richiesta di chiarimento.