Conti correnti, prelievo forzoso di nuovo in ballo: dell'"estrema soluzione" torna a parlare la Bundesbank nel suo ultimo bollettino mensile. La banca centrale tedesca afferma che "in caso di bancarotta i Paesi europei devono prendere in considerazione l'imposizione di un prelievo una tantum sui capitali nazionali piuttosto che chiedere aiuti all'estero". Si sa che quando si parla di prelievo forzoso sui conti correnti si evoca uno spettro, uno degli spauracchi più temuti dai risparmiatori.

La Bundesbank precisa che la misura di prelievo dai conti correnti non comporterebbe "rischi significativi" e permetterebbe in gravi casi di insolvenza da parte di uno stato, di non ricorrere a salvataggi internazionali complicati. Aggiunge comunque la banca, il prelievo forzoso sui conti correnti è comunque un intervento non privo di rischi da adottare solo come ultima misura. Il tema è più che delicato, dato che si tratta di una misura difficilissima da far digerire ai risparmiatori, in qualunque stato.

Le recenti parole della Bundesbank fanno pensare subito al momento complicato per i mercati, in particolare con il caos in Argentina, le scelte della Federal Reserve a stelle e strisce sui BRICS e gli andamenti preoccupanti delle borse, con il valore della moneta argentina che è crollata del 25% sul dollaro nella giornata di venerdì 24 gennaio 2014.

Insomma, la Bundesbank infiamma nuovamente gli animi a livello internazionale tornando a parlare di prelievo forzoso sui conti correnti in un momento finanziario delicato e nel proseguire della crisi economica: dichiarazioni che difficilmente aumenteranno il gradimento dei piccoli risparmiatori esteri in merito alla potente banca centrale tedesca. Il grande dibattito sulle misure da attuare in caso di default di uno stato resta aperto e si arricchisce, quindi, di nuove importanti prese di posizione.