Secondo una statistica della Banca d'Italia, nel periodo di tempo che va da giugno 2012 a giugno 2013, la quantità di denaro collocata dagli italiani nei cosiddetti "conti deposito" è passata da 281 a 322 miliardi di euro, con una crescita percentuale del 14,45%, mentre le somme depositate nei tradizionali "conti correnti" sono aumentate solo del 4%.

Tra le forme di risparmio esistenti, si sa che il conto corrente è lo strumento più conosciuto e utilizzato, ma in questi ultimi anni sta riscuotendo sempre maggiori simpatie e consensi tra i risparmiatori questo nuovo strumento bancario, il "conto deposito", introdotto in Italia per la prima volta da Ing Direct nel 2001 e divenuto uno degli strumenti finanziari preferiti dagli italiani, per parcheggiare la propria liquidità e i propri risparmi.

In effetti simpatie e consensi degli utilizzatori sono giustificati dal fatto che trattasi di uno strumento finanziario alquanto semplice, facile da gestire online e che offre rendimenti decisamente superiori al classico conto corrente, divenuto di fatto più una spesa, che non un mezzo di guadagno. È sempre un conto corrente, ma ha una operatività più limitata; non vi si possono accreditare stipendio e pensione, effettuare prelievi di contante, bonifici, pagamenti, domiciliare bollette, ma offre un tasso d'interesse più elevato in cambio del vincolo temporaneo delle somme versate, cha va da tre a trenta mesi.

Negli altri Paesi europei è conosciuto e diffuso da tanto tempo ed è lo strumento più usato, per accantonare e proteggere i risparmi. Un vero e proprio salvadanaio, nel quale si mette la propria liquidità, in cambio di un rendimento prestabilito e con l'impegno di non toccarlo per un determinato periodo di tempo.

Per aprirlo bisogna disporre di un normale conto corrente presso un Istituto Bancario, non necessariamente lo stesso con il quale si apre il conto deposito, che funge da riferimento per le operazioni di deposito e ritiro delle somme di denaro. I rendimenti assicurati sono stati ottimi in questi anni, ma la situazione sta cambiando e nell'ultimo anno sono scesi di circa un terzo, a danno soprattutto dei vincoli di breve termine.

Il prodotto continua a piacere ai risparmiatori, anche perché è protetto dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi, che i Fondi Comuni d'Investimento, per esempio, non hanno e che consente di non perdere il capitale versato, anche in caso di fallimento della Banca.