Il conto corrente è uno strumento bancario molto utilizzato dagli Italiani con lo scopo di farsi accreditare lo stipendio, pagare le diverse utenze ed effettuare i bonifici, ma esso nasconde diversi segreti e dubbi.

Partiamo col dire che la banca guadagna due volte con un prodotto come quello del conto corrente: da una parte fa pagare un canone al correntista per la gestione del prodotto, dall'altra investe quel denaro per fare affari attraverso la concessione di mutui immobiliari e finanziamenti.

In cambio il correntista ha soltanto un tasso d'interesse che ogni anno diventa sempre più misero e talvolta per niente conveniente. C'è da dire, inoltre, che in Italia le spese di gestione del conto corrente sono al di sopra della media europea: mentre in Italia il costo medio è pari a 347 euro annui, la media europea si aggira intorno alle 114 euro annui.

In più, è stato riscontrato che i nuovi conti correnti sono più costosi di quelli degli anni passati e questa differenza è dovuta principalmente ai servizi aggiuntivi forniti: per queste ragioni, alcuni istituti di credito stanno puntando a suddividere il conto in due parti, quello gratuito per chi preferisce gestire il proprio conto online e quello a pagamento che si usa anche nella filiale di riferimento.

Un altro problema legato al conto corrente è quello di capire a quanto effettivamente ammontano le spese: in aiuto a tutti i nuovi correntisti viene l'Isc, l'Indice sintetico di costo. L'Isc indica la spesa complessiva annua necessaria per gestire un deposito bancario e che varia a seconda del cliente della banca (giovani, famiglie, pensionati) e del numero delle operazioni che si effettuano ogni anno.

Prima di aprire un conto corrente è opportuno informarsi sulla reputazione e sui costi del conto corrente, scegliere sulla base delle proprie esigenze, partendo dai servizi che si usano di più, richiedere una copia del contratto e prendersi il tempo necessario per la firma.

Inoltre, chi non è soddisfatto del proprio conto corrente può cambiarlo: è opportuno ricordare che la chiusura del conto è gratuita e nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità del governo Letta ogni cliente può spostarsi liberamente da un istituto di credito ad un altro che offre condizioni migliori, senza che questo trasferimento comporti delle spese.