Dall'1 gennaio del 2014 gli affitti indipendentemente dal loro importo si devono pagare in Italia solo ed esclusivamente con mezzi tracciabili. Questo significa che l'inquilino, volente o nolente, deve per esempio essere titolare di un conto corrente per fare il bonifico bancario o postale. Oppure in alternativa si possono utilizzare altri strumenti di pagamento tracciabili come ad esempio gli assegni.

L'obbligo, recentemente introdotto con la Legge di Stabilità, mira a contrastare l'evasione nel comparto delle locazioni, ma nello stesso tempo va a scaricare degli oneri a carico degli inquilini che nella sostanza è come se annualmente pagassero una tassa che può variare tra i 30 ed i 60 euro.

E' questa la posizione di Paolo Cicerone, Segretario generale del Sicet, il sindacato Inquilini, nel sottolineare come sia importante combattere l'evasione fiscale, ma nello stesso tempo per il rispetto di tale obbligo manca l'accesso a strumenti di pagamento gratuiti per garantire la tracciabilità delle transazioni.

Ed ancor più grave è il fatto che, secondo l'esponente del Sindacato, in questo modo ad essere maggiormente penalizzati, a causa dell'assunzione degli oneri per i pagamenti, sono soprattutto quegli inquilini che sono già in difficoltà nell'onorare puntualmente gli impegni con il proprietario dell'immobile. Peraltro chi non rispetta tale obbligo, con un massimo di 3 mila euro, rischia una sanzione che va dall'1% e fino al 40% dell'importo.