Il risparmio è un cruccio degli italiani che vogliono sempre trovare il miglior conto corrente per lasciare i propri soldi al sicuro e non avere grandi spese nello stesso tempo. Ci sono diversi conti correnti, ma l'importante è scegliere quello più adatto alle nostre richieste.

Che si tratti di uno dei prodotti di Deutsche Bank piuttosto chedi Fineco, o CheBanca! poco importa, fondamentale è avere bassi costi per un conto che sia affidabile. Ma cosa succede se veniamo controllati proprio nei nostri risparmi?

È quello che succede a partire da questo mese di febbraio, quando sono iniziati i controlli sui conti correnti dei contribuenti italiani da parte dell'Agenzia delle Entrate. Fino al 31 gennaio 2013 infatti le banche hanno dovuto fornirle tutti i dati sulle operazioni effettuate dai propri correntisti.

Il passo successivo del Fisco, che in questo modo ha una visione totale dei movimenti su ogni singolo conto aperto in Italia, è andare a controllare quello che facciamo con i nostri soldi. I dati partono dal 2011, quindi sono tre anni pieni di prelievi e depositi.

È stata creata così un'Anagrafe dei conti correnti: l'Agenzia delle Entrate ora può procedere a richiedere maggiori informazioni ai correntisti nel caso di eventuali presunte irregolarità. Ovviamente per entrare nei nostri conti è necessaria un'autorizzazione da richiedere alla Banca.

L'Agenzia delle Entrate controlla solo saldo iniziale e finale di ogni conto corrente, oltre al totale di accrediti e uscite. Cosa fare quindi per non entrare nell'occhio del ciclone? Per esempio utilizzare carte di credito, bancomat, bonifici e assegni. Tutti metodi di pagamento rintracciabili.

Ci sarà poi il redditometro, il famoso spauracchio che da tempo sentiamo circolare come nome, che ora invece è completamente operativo: è un controllo globale, che incrocia diverse specifiche per far emergere eventuali anomalie.

Cosa dobbiamo fare allora nella vita quotidiana? Dobbiamo conservare tutti gli scontrini di spese importanti, le fatture di lavori effettuati in casa,per esempio. Più informazioni abbiamo da dare all'Agenzia delle Entrate e meno dovremo aver paura di essere controllati.

Nel caso ci fossero delle indagini finanziare sul nostro conto, dopo che la banca ha concesso l'autorizzazione al Fisco, potremo dare spiegazione di tutti i nostri movimenti bancari per dimostrare la nostra buona fede.