Che i conti correnti siano tra i prodotti bancari preferiti dai consumatori non è certo una novità: dai prodotti di Fineco a quelli di CheBanca! sono sempre di più gli italiani che scelgono questo strumento per gestire i propri risparmi, grazie alla possibilità di effettuare molteplici operazioni.

Se scegliere il conto corrente più vantaggioso quindi non è difficile, grazie alle numerose offerte che propongono conti anche a zero spese, bisogna pur sempre considerare che sulle somme gestite sul conto è necessario pagare delle tasse. Ed è proprio su questa tematica che si sono concentrate le polemiche di questi giorni: in particolare, la bufera è stata scatenata dall'applicazione della tassa in ingresso del 20% su bonifici esteri.

Secondo le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori questo provvedimento è illegittimo: "L'applicazione di ritenute del 20% su tutti i bonifici dall'estero che abbiano come beneficiario una persona fisica risulta del tutto sconcertante", hanno dichiarato Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti rispettivamente di Adusbef e di Federconsumatori.

"Un'impostazione inconcepibile che, di fatto, presuppone che tutti i cittadini che ricevono bonifici dall'estero siano evasori. Starebbe a questi ultimi dimostrare il contrario", continuano Lanutti e Trefiletti. Le associazioni, quindi, sicure dell'incostituzionalità della norma in questione, contenuta nella legge 97/2013, si sono rivolte alla Commissione Europea.

La motivazione di questo ricorso alla Commissione, spiegano i presidenti delle associazioni, è nella violazione del principio di libera circolazione dei capitali all'interno dell'Unione Europea che questa norma attuerebbe.

La speranza di Lannutti e Trefiletti è "un pronunciamento non solo della Commissione Europea, ma anche dell'Agenzia delle Entrate e del nuovo Governo": in particolare confidiamo in un "rinsavimento" delle istituzioni italiane, affinché dispongano misure realmente in grado di contrastare l'evasione fiscale, senza caricare i cittadini di inutili e complessi appesantimenti burocratici".