Pare proprio che la stragrande maggioranza degli italiani titolari di conti correnti, ancora dopo tanti anni dall'avvento della trasparenza bancaria, non abbia ancora acquisito piena coscienza dei propri diritti.

In effetti, il rapporto fra banche e clienti è stato, da sempre, caratterizzato da un forte sbilanciamento a favore delle aziende di credito: la superficialità e la mancata conoscenza delle regole, da parte della clientela, perpetuano quello stato di cose.

Mentre le banche, da un lato, sono ovviamente impegnate ad applicare la legge in ogni dettaglio, le loro comunicazioni continuano ad essere vissute con fastidio da tutta quella fascia di clientela (in particolare le famiglie) che, non essendo obbligata alla tenuta di una propria contabilità, considerano quelle "carte" un inutile spreco, talvolta contestando l'addebito dei relativi costi.

Eppure, con una semplice comunicazione motivata, le banche possono unilateralmente modificare le condizioni contrattuali, ad esempio abbassando i tassi creditori, aumentando quelli debitori o modificando voci di costo specifiche; dall'avvenuta comunicazione, il cliente ha 60 giorni per chiedere di rescindere il rapporto, senza spese ed alle condizioni preesistenti: se il cliente non si oppone, le variazioni sono definitivamente acquisite, con decorrenza dalla data della lettera della banca.

Vediamo, per esempio, cosa sembra sia accaduto nel 2013 a molti clienti di alcune banche.

Con l'estratto conto di un trimestre, nelle note in calce all'elenco delle registrazioni delle relative operazioni, si comunicava che il tasso sulle giacenze a credito del cliente veniva portato allo 0,00% (…zero per cento): chi non ha utilizzato il diritto di recesso, in pratica, ha lasciato GRATIS alla banca i propri soldi, che poi la banca ha prestato a qualcuno con giusta (…e lauta) remunerazione.

Quando poi (magari dopo l'arrivo di un altro estratto conto) ci si accorge dell'accaduto e ci si reca in banca per portare via i propri risparmi, spesso si viene blanditi, vedendosi riconosciuto un sia pur minimo interesse, ma solo per il futuro, proprio perché la banca ha rispettato le norme ed è il cliente che ha sbagliato a non agire nei termini previsti.

La morale è solo una: leggiamo con attenzione tutte le comunicazioni che riceviamo e, ogni tre - quattro mesi, andiamo in banca per verificare le situazione…