A causa della crisi economica i tassi d'interesse bancari si sono abbassati fortemente in Italia e molti risparmiatori si chiedono come investire in un conto deposito conveniente. Una soluzione può essere forse quella di portare i propri soldi all'estero? Questa operazione non è illegale, a patto di dichiararla all'Agenzia delle Entrate, ma non è neanche detto che sia realmente vantaggiosa. Vediamo perché.

Innanzitutto è bene ricordare brevemente che un conto deposito è un fondo di investimento legato a un conto corrente bancario. Versando una certa somma di denaro vincolato per 12 mesi, ad esempio, si possono ottenere rendimenti fino al 2 o 3%. Al momento le offerte più convenienti in Italia sono quelle di CheBanca!, Rendimax e Banca Marche.

Ma quanto si può ottenere con un investimento in un conto deposito all'estero? Ovviamente dipende dai casi e dal Paese in cui si decide di investire, ma nell'area Euro al momento i rendimenti non sono molto più convenienti a quelli italiani. In paesi extra europei, invece, le cose cambiano ma entrano in gioco i rischi legati alla svalutazione della moneta. Ora rimane da chiedersi quanto il gioco valga la candela.

Ad esempio molti potranno consigliare di investire in conti deposito in Paesi dell'America centrale o meridionale, oppure in altri mercati emergenti. Effettivamente trovare tassi migliori rispetto agli italiani è possibile ma a quale costo? Bisogna infatti mettere in conto tutti i bonifici che andranno fatti verso l'estero e che sono più onerosi rispetto a quelli fatti entro i confini nazionali.

Un dettaglio non da poco per i risparmiatori e per chi vuole portare il proprio denaro fuori dall'Italia in modo onesto. Ogni movimento di denaro verso l'estero, infatti, va segnalato all'Agenzia delle Entrate che ovviamente deve calcolare questa fuoriuscita di beni. In caso di mancata dichiarazione si rischia di andare incontro a importanti sanzioni per evasione fiscale.

Oltre a questi appena elencati, per concludere, ci sono altre "controindicazioni" per i conti di deposito all'estero. Ad esempio tutti i contatti con la banca andranno fatti in lingua straniera e non è detto che sia così agevole risolvere eventuali problemi. Non tutti i paesi stranieri, poi, aderiscono al FITD ovvero il fondo interbancario di tutela dei depositi che garantisce risarcimenti fino a 100 mila euro.