Anche se riuscissimo a scegliere il conto deposito migliore o il conto online a zero spese che più ci soddisfa, nulla ci garantirà l'assenza di disservizi o imprevisti; l'iter di scelta più attento e preciso non ci metterà mai al riparo da eventuali controversie con la banca, che saremo costretti ad affrontare senza scoraggiarci: il consumatore in quanto tale, stante ciò che viene stipulato nel contratto, ha dei diritti che deve far valere.

Se dopo aver accettato un'offerta di Ing Direct, Banca Mediolanum, Intesa Sanpaolo o di qualunque altro istituto di credito italiano ed essere diventati clienti della banca ci troviamo di fronte a un palese disservizio, come può essere l'addebito di costi inaspettati o un particolare ritardo nella chiusura di un conto, possiamo rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

L'ABF è un organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto dalla Banca d'Italia. Ricorrere all'ABF è un sistema alternativo di risoluzione delle controversie, più semplice, rapido ed economico rispetto al ricorso al giudice, anche perché non prevede la necessità di assistenza legale da parte di un avvocato.

Si tratta di un sistema extragiudiziale proprio in virtù del fatto che la risoluzione avviene fuori da un procedimento giudiziario ordinario; semplicemente il cliente che ritiene che la banca o qualunque intermediario finanziario abbia avuto un comportamento scorretto o poco trasparente, potrà richiedere l'intervento dell'ABF.

Innanzitutto però il cliente che si sente danneggiato dovrà rivolgersi prima all'Ufficio Reclami dell'istituto di credito o dell'intermediazione finanziario che dovrà rispondere al reclamo entra 30 giorni; se la risposta non dovesse soddisfare il danneggiato o in caso di mancata risposta entro i termini, il cliente potrà effettivamente fare ricorso all'Arbitro Bancario.Per ricorrere all'ABF è necessario presentare un apposito modulo, disponibile sul sito web dell'Arbitro Bancario Finanziario e presso tutte le Filiali della Banca d'Italia.

È possibile far intervenire l'ABF solo nel caso le operazioni o i servizi bancari oggetto di disputa non riguardino cifre superiori ai 100 mila euro; inoltre le sue decisioni non sono vincolati ma la loro inadempienza è resa pubblica e dunque le banche o gli intermediari finanziarie hanno interesse a non subire danni reputazionali.

A differenza di un procedimento di conciliazione in cui i due litiganti affermano di avere o meno trovato un accordo grazie all'intervento di un mediatore, il procedimento dell'ABF si conclude con una decisione precisa su chi ha torto e su chi ha ragione.