I risparmiatori italiani hanno diverse possibilità per fare fruttare i propri soldi: sul mercato bancario, infatti, è possibile investire nei conti deposito ad alto rendimento oppure si può investire nel Forex, ovvero il mercato il mercato internazionale di cambio delle valute. In pratica, conoscendo in modo approfondito le oscillazioni del mercato monetario, si può prevedere quale moneta può rendere di più nel tempo e cambiando il proprio denaro in quella valuta si ottiene un guadagno.

Certamente non si tratta di meccanismi semplici da capire e i risparmiatori che vogliono guadagnare con il cambio delle valute è bene che si affidino a professionisti del settore. Un'alternativa per chi vuole investire nel Forex, invece, è quella di utilizzare delle piattaforme di trading online. In ogni caso, dietro questo mercato, ci sono gli investimenti di importanti banche internazionali che influenzano spesso i valori monetari e quindi il tasso di cambio delle valute.

Ora l'Antitrust svizzero ha deciso di vederci chiaro in questo mercato del Forex e ha aperto un'inchiesta nei confronti di importanti banche internazionali come Ubs, Credit Suisse, Julius Bär e Banca Cantonale di Zurigo. L'accusa, ovviamente tutta da verificare, è grave: gli istituti di credito coinvolti si sarebbero messi d'accordo per manipolare i cambi delle valute e pilotare i tassi di riferimento a favore dei propri interessi. Se tutto ciò dovesse essere dimostrato sarebbe sicuramente uno degli scandali più importanti degli ultimi anni nel mondo finanziario.

"I comportamenti che noi sospettiamo - fanno sapere dall'Autorità per la concorrenza svizzera - riguardano scambi di informazioni sensibili, nonché un vero e proprio coordinamento generale, nell'acquisto e nella vendita di divise, a corsi influenzati". Tradotto, quello che abbiamo descritto prima: un meccanismo di influenza dei cambi di valute a danno dei risparmiatori e a favore dei colossi finanziari fra cui spiccano anche i nomi di istituti americani come JP Morgan e Citigroup e la britannica RBS - Royal Bank of Scotland.

L'inchiesta sul mercato del Forex, comunque sia, si sta gradualmente allargando e ora ha anche coinvolto la Financial Conduct Authority, ovvero l'organo di controllo britannico. Quale sarà l'esito di questa storia? Solo il tempo potrà dirlo, ma le premesse ricordano molto lo scandalo del Libor di qualche anno fa che, lo ricordiamo, costò alla sola Ubs una multa per 1 miliardo e 400 milioni di dollari.