Tutti i piccoli risparmiatori sanno bene che il modo più sicuro per investire i propri soldi è scegliere il conto deposito col rendimento più alto magari associato a un conto corrente a zero spese. Grazie ai comparatori online oggi è possibile confrontare le offerte di Fineco, CheBanca! o Conto Arancio e quindi avere il prodotto più conveniente sul mercato. Tuttavia dal prossimo luglio scatta l'aumento delle tasse sui rendimenti finanziari e quindi conviene sbrigarsi a mettere da parte i propri risparmi.

È proprio così: dopo le indiscrezioni giornalistiche e le smentite di rito è arrivato anche l'aumento delle tasse su conto deposito e conto corrente. Il governo Renzi parla solo di "adeguamento" della tassazione sulle rendite finanziarie, ma la sostanza è la stessa e i risparmiatori italiani pagheranno di più. L'aliquota sui rendimenti passa così dal 20 al 26% e peserà sia sui clienti di conti bancari sia su chi ha scelto un conto Bancoposta di Poste Italiane.

Come detto il "balzello" scatterà dal prossimo luglio e servirà sicuramente a offrire le coperture anche per quegli 80 in busta paga arrivati grazie al taglio dell'Irpef. Con questo provvedimento il Ministero dell'Economia spera di incassare qualcosa come 3 miliardi di euro nei prossimi due-tre anni. Conti deposito, conti correnti, conti postali e obbligazioni bancarie, quindi, subiscono la scure del Fisco, mentre si salvano i titoli di stato e i buoni fruttiferi postali.

Ma facciamo un po' di conti: quanto pagheranno gli italiani da luglio 2014? Il settimanale Panorama ha pubblicato un articolo con alcuni esempi. Considerando che i rendimenti attuali sul mercato possono variare fra il 2 e il 3%, un risparmiatore che ha investito in un conto deposito la cifra di 10 mila euro pagherà sui rendimenti una cifra compresa fra 15 e 24 euro. Il prelievo fiscale sale invece fino ai 120 euro in caso di investimenti attorno ai 50 mila euro.

Per quanto riguarda i conti correnti, invece, la scure del Fisco sarà più leggera ma semplicemente perché gli interessi su questi prodotti sono meno generosi. La Cgia di Mestre ha calcolato che un correntista con un deposito di 12 mila euro circa pagherà soltanto un euro in più all'anno.