Tutti i risparmiatori sanno quanto è importante scegliere un conto corrente vantaggioso e possibilmente con i servizi di home banking. Dal 2012, però, è obbligatorio avere anche un conto corrente condominiale che dev'essere aperto e gestito dall'amministratore. Con questo strumento, infatti, si possono fare tutti i pagamenti delle spese condominiali in trasparenza ed evitare varie truffe che purtroppo si registravano periodicamente.

L'apertura di un conto corrente condominiale può avvenire come per i risparmiatori privati scegliendo fra i prodotti di CheBanca!, Ing Direct o Bancoposta. L'obbligo di conto corrente è stato fissato dalla riforma del condominio ovvero dalla legge n. 220 del 2012 che ha stabilito in definitiva quello che di solito avveniva per prassi, ma non era imposto necessariamente. Lunga è infatti la storia giuridica delle controversie condominiali riguardanti le spese e il conto corrente ed era giusto fare chiarezza.

Prima della riforma, però, le regole erano flessibili e prevalentemente stabilite dal giudice in sede di tribunale. La cassazione, in particolare, aveva affermato che l'amministratore "pur in assenza di specifiche norme che ne facciano obbligo è tenuto a far affluire i versamenti delle quote condominiali su un apposito e separato conto corrente intestato al Condominio da lui amministrato". In caso di inadempienza però non era prevista la revoca del mandato.

A chiudere la vicenda è arrivata dunque la riforma del condominio che ha stabilito per legge l'obbligo di apertura di un conto corrente condominiale. "La mancata apertura e/o utilizzazione - si legge all'art. 1129 - può portare, previo infruttuoso passaggio assembleare, alla richiesta di revoca giudiziale da parte di ciascun condomino con addebito delle spese legali al condominio, che potrà poi rivalersi sull'amministratore revocato".

Insomma, il legislatore ha fatto chiarezza su una materia spinosa che portava moltissime persone in tribunale per una causa. Ora tutte le spese condominiali devono passare per il conto corrente in modo che ne rimanga traccia e ogni privato cittadino possa controllare che fine fanno i propri soldi.