Sempre più spesso negli ultimi anni gli italiani hanno confrontato le offerte di Fineco, di Banca IFIS e di altri istituti per trovare il miglior conto deposito in cui versare i propri risparmi. La scelta ricade la maggior parte delle volte su quelli in versione vincolata, perché sono quelli più remunerativi. Si potrà tuttavia dire la stessa cosa con l'entrata in vigore delle nuove aliquote?

Già, le aliquote. Tutti quelli che hanno aperto uno dei tanti conti deposito, da quelli di CheBanca a quelli di Mediolanum, devono infatti versare le tasse sui rendimenti maturati, ma dal primo luglio queste saranno portate dal 20 al 26%, diminuendo quindi il guadagno finale dei titolari del conto.

Di recente anche il Sole 24 Ore si è occupato di questi strumenti di risparmio, solitamente molto apprezzati nel nostro Paese. Oltre a stilare una classifica dei migliori conti di giugno, il noto quotidiano finanziario ha fatto il punto sull'attuale situazione: quanto si può guadagnare oggi aprendo un conto deposito?

Iniziamo col dire che non si possono tirar su grandi somme, e non solo per le aliquote. Il problema principale è il generale calo degli interessi netti riconosciuti, a cui si assiste già da almeno un anno. Le remunerazioni maggiori, come dicevamo, si hanno scegliendo i conti vincolati, ma per raggiungere tassi superiori al 3% è necessario scegliere 36 o addirittura 60 mesi di "congelamento" del proprio versamento.

Questo scenario non migliorerà a breve se si considera anche la recentissima decisione della Bce di Mario Draghi di ridurre ancora il costo del denaro, con piacevoli conseguenze per chi sta pagando un mutuo, ma con minori guadagni per chi appunto voglia investire in un conto deposito.

Infine, le aliquote. Tutte le rendite finanziarie saranno soggette alla nuova tassazione al 26%, il che significa - secondo i calcoli del 24 Ore - che su un deposito di 100 mila euro pagheremmo 501 euro contro i precedenti 386.

Consoliamoci con la sicurezza. Ogni centesimo versato sul conto deposito verrà restituito al proprietario nel caso in cui la banca fallisca, grazie all'intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Insomma, non diventeremo ricchi col conto deposito, ma avremo di certo un salvadanaio d'acciaio.