Gli italiani ricominciano a risparmiare, lo confermano dati e indagini: calano i consumi e aumentano i risparmi. E allora è importante gestire i propri soldi al meglio visto che potrebbero aumentare. Per una gestione più comoda e sicura è bene informarsi nel dettaglio, perché le banche sono tante e le possibilità di scelta anche. Per individuare il prodotto più adatto alle nostre esigenze di risparmiatori è quindi buona norma mettere i migliori conti corrente a confronto, in modo da capire cosa offre il mercato in questo momento.

Ed è importante anche informarsi sui prodotti di Hello Bank, CheBanca, IBL Banca e dei migliori istituti di credito, perché è fondamentale avere tutte le informazioni necessarie e prendere una decisione ponderata. Soprattutto se in gioco ci sono i sudatissimi risparmi di una vita. E a proposito di risparmi ci viene in mente il bonus Renzi, che ha introdotto 80 euro nelle buste paga di tutti gli italiani che guadagnano meno di 1500 euro.

L’obiettivo del bonus Renzi era rimpinguare un minimo le finanze dei meno fortunati, e un po’ di voglia di spendere questi 80 euro all’inizio c’era stata. Questo però prima dell’estate. Ma le cose sono cambiate, come dimostra il sondaggio della SWG-Confesercenti che ha fotografato l’utilizzo del bonus Renzi a maggio, ovvero quando la misura era appena stata annunciata, e ad ottobre.

E’ emerso che, se inizialmente 55 persone su 100 volevano usare il bonus Renzi per fare acquisti, cinque mesi dopo la voglia di acquisto si è quasi dimezzata, passando al 26%. Perché? Il barometro dell’economia è stato il primo a demotivare gli italiani e a spingerli a conservare gli 80 euro come fossero oro colato: la percentuale di chi ha lasciato la somma sul conto corrente infatti è salita dal 25 al 35%.

Dal sondaggio di SWG-Confesercenti emerge anche che il bonus Renzi è servito a pagare i debiti: se a maggio la percentuale di persone che usava gli ottanta euro in busta paga con questa finalità era del 20%, a ottobre è diventata del 39%. Ma c’è anche chi non aveva debiti, ma ha comunque deciso di risparmiare il surplus perché potrebbe servire in futuro: i risparmiatori sono il 44% del totale. Il 13% invece ha speso qualcosina, lasciando però da parte più della metà della somma, mentre il 43% ha fatto acquisti usando un buon 50% del bonus.