In tempi di crisi, il denaro scarseggia, ma almeno il prezzo per custodirlo si è abbassato. La concorrenza del settore aiuta i consumatori a trovare soluzioni convenienti, porre i conti correnti migliori a confronto avvalendosi dei servizi offerti dalla rete è una pratica che porta via solo pochi minuti, aumentano i conti a zero spese. Mettere in sicurezza i propri risparmi sta diventando sempre più a portata dei cittadini e il costo dei conti correnti nel 2013 si è rimodellato verso il basso.

Forse proprio l'alta concorrenzialità del settore ha sospinto l'ondata di contrazioni di prezzi inaugurata già nel 2012. La maggior trasparenza del settore, la pratica ormai consolidata del porre i prodotti Hello Bank a confronto con quelli di Fineco, ING Direct e tutti gli altri, l'abbassamento della moneta circolante sono fattori da non sottovalutare. Bankitalia, infatti, ha evidenziato come il costo dei conti correnti nel 2013 si sia ridotto, e non di poco.

Un correntista italiano nel 2013 ha speso in media 81,9 euro. Rispetto al 2012, i risparmiatori italiani hanno speso circa 7 euro in meno, 8,4 euro di ribassi rispetto al 2011. Se si considerano anche le commissioni su eventuali scoperti, la spesa media registrata nel 2013 è salita a 97,1 euro, contro i 103,8 euro del 2012.

La riduzione del costo dei conti correnti nel 2013 è motivata principalmente da un abbassamento medio dei canoni fissi e delle commissioni sulle operazioni effettuate dai correntisti. Inoltre, la riduzione dei consumi ha fatto calare anche il numero di operazioni effettuate dalla popolazione, con conseguente abbassamento dei costi di servizio.

È aumentata, inoltre, la percentuale di conti correnti che presentano una spesa effettiva inferiore a quella dell'Isc (Indice sintetico di costo), che nel 2013 è passata dal 71,6 al 76,1% del totale, con un divario di costi tra i primi e i secondi pari a 121 euro. La restante parte dei conti, invece, ha presentato spese effettive superiori di 52 euro a quelle indicate nell'Isc.