In tempi di magra, mettere al riparo i propri risparmi è una vera e propria missione a cui adempiere con estrema cura. Sono tantissimi i consumatori che scelgono di aiutarsi con il web e che usano i siti di comparazione per porre i conti correnti migliori a confronto e selezionare il più conveniente per le proprie tasche. E non sono solo gli italiani ad avere dimestichezza con gli istituti. Gli immigrati in Italia sanno gestire il proprio portafoglio e l’86% di essi possiede un conto corrente.

A rivelarlo è una ricerca di Abi sull’inclusione finanziaria degli immigrati in Italia che ha rivelato come anche gli emigranti accolti nel Belpaese siano a proprio agio con le banche e siano in grado di effettuare operazioni che vanno al di là del semplice deposito. Non è dato sapersi se anche loro siano soliti porre i prodotti Conto Arancio a confronto con quelli di Fineco, Hello Bank e tutti gli altri, ma di certo hanno fatto notevoli progressi in merito al proprio rapporto con conti correnti e prodotti finanziari.

In particolare, l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti, che fa riferimento a rilevazioni di fine 2013, mostra come la percentuale di correntisti stranieri sia aumentata del 25% rispetto al 2010, quando essi corrispondevano al 61% del totale. In netto aumento anche i conti correnti intestati a cittadini stranieri stipulati da più di 5 anni, raddoppiati rispetto al 2010 e pari al 40% del totale.

Non solo, i consumatori stranieri dimostrano anche una netta crescita del proprio livello di tecnologizzazione: si attestano in aumento, infatti, anche i conti di internet banking: 4 immigrati su 10 titolari di un conto, infatti, utilizzano il web per effettuare operazioni finanziarie.

Tra gli emigranti che non possiedono un conto, inoltre, circa un terzo possiede comunque un servizio finanziario dotato di IBAN per compiere un’ampia gamma di operazioni bancarie. BancoPasta ha distribuito 1,1 milioni tra PostePay e carte con codice IBAN. Davvero niente male, se si considera la contrazione dei mercati che limita le facoltà di spesa (e di guadagno) della popolazione.