Il termine è di certo poco familiare ma in si riferisce ad un fenomeno ormai diffuso in molte banche italiane almeno stando ai risultati delle recenti indagine condotte. Si tratta dell'applicazione di tassi d'interesse sui tassi d'interesse dei conti correnti, che hanno come effetto immediato quello di moltiplicare le spese e di annullare ogni tentativo di risparmio. Un argomento che ha subito suscitato scalpore data la sensibilità manifestata dagli italiani in materia di risparmio e abituati ormai a mettere a confronto i conti correnti proposti dal mercato, nella speranza di trovare una concreta riduzione delle spese bancarie.

Infatti proprio per avere prospettive di risparmio maggiori, molti hanno scelto banche online per l'apertura dei propri conti correnti, ad esempio informandosi su Conto Arancio, o su We Bank e sulle condizioni proposte anche dagli altri operatori del settore, che stanno riscuotendo importanti segnali di fiducia dal mercato.

Sebbene la Legge di Stabilità del 2014 abbia alzato la soglia di attenzione in materia, le indagini condotte dal Movimento dei Consumatori hanno messo permesso di individuare oltre 30 banche italiane colpite dal fenomeno. Grandi gruppi bancari italiani e stranieri, banche popolari, banche di credito cooperativo e anche le cosiddette banche del territorio, nessuna esclusa.

Un comportamento illegale che ha portato nelle casse delle banche un guadagno illegittimo di oltre 2 miliardi di euro continuando a capitalizzare gli interessi debitori maturati nei trimestri precedenti e ad applicare tali somme anche sugli interessi passivi. Per contrastare un fenomeno che ha colpito duramente i conti correnti degli italiani, sono subito partite delle azioni inibitorie collettive condotte dal Movimento dei Consumatori. L'intento è fermare ogni forma di capitalizzazione degli interessi su tutti i conto correnti e spingere le banche colpevoli ad informare i propri clienti che potranno chiedere così la restituzione degli interessi illegittimi addebitati.