L'obbiettivo del provvedimento era dare un nuovo slancio ai consumi e riammettere in moto l'economia del Paese. Tentativo fallito dal momento che gli 80 euro del bonus voluto dal governo Renzi sono invece rimasti bloccati sui conti correnti degli italiani, che mai come in tempi di crisi come questi preferiscono risparmiare e non lanciarsi in acquisti non programmati. Gli italiani hanno infatti maturato una grande sensibilità nell'individuare ed eliminare tutte le spese superflue. Per le quelle invece inevitabili ed obbligatorie, ad esempio quelle bancarie, hanno imparato a porre i conti correnti dei tanti istituti di credito a confronto, cercando la proposta più vantaggiosa.

Ormai diffusa è la tendenza a migrare anche verso banche online che sembrano avere delle proposte interessanti, basta infatti informarsi su Conto Arancio, o sui prodotti WeBanck o su qualunque altra banca online per averne qualche esempio. Secondo i dati diffusi da un recente studio Istat, sebbene il reddito degli italiani sia aumentato nel corso del terzo trimestre 2014, circa +1,4% rispetto al 2013, i consumi sono rimasti fermi. Dati che supportano l'ipotesi secondo la quale i soldi del bonus siano finiti nella maggior parte dei casi sui conti correnti degli italiani, o al massimo in qualche forma di investimento. Gli italiani dunque un "popolo di formiche", preoccupati dall'attuale crisi, guardano con maggiore incertezza al futuro e nell'attesa che la situazione migliori, accumulano riserve.

Altri dati interessanti messi in luce dalla ricerca Istat, riguardano il rapporto tra deficit e Pil nel terzo trimestre 2014, con una crescita dello 0,2% rispetto all'anno precedente. Condizioni che fanno sperare che l'invalicabile limite del 3% potrebbe essere raggiunto nell'ultimo trimestre del nuovo anno, a seguito delle entrate per le imposte sulla casa, dagli anticipi per il 2015 e le limitati emissioni di titoli del debito pubblico. Un ulteriore aspetto da sottolineare sarebbe poi quello della pressione fiscale, che alla fine del 2014 avrebbe raggiunto il 40,9% con lo 0,7% in più rispetto allo scorso anno.

Infatti è proprio quest'ultimo aspetto ad intimorire maggiormente la tendenza al consumo degli italiani, troppo spaventati dalle tasse e dalle scadenze fiscali. Per intuire l'andamento del 2015 bisognerà attendere ancora la fine del primo trimestre.