I promotori finanziari sono figure emerse con maggior rilevanza negli ultimi anni, pur essendo professionisti che da sempre calcano il terreno comune di banche e istituti di credito. La gestione attenta dei propri risparmi passa, in un primo momento, dalla selezione del conto corrente più adatto alle proprie esigenze e, in quello successivo, dai consigli che tali figure professionali dispensano. Per ciò che concerne lo step 1, è sempre meglio porre i conti correnti del settore a confronto prima di selezionare il pacchetto più adatto; per ciò che concerne lo step 2, come agire ce lo spiega l'Unione Nazionale Consumatori.

Come valutare i promotori finanziari

In tempi di finanza pazza e sregolata, conti cifrati e dati sensibili, la prudenza non è mai troppa. L'atteggiamento più costruttivo consiste nell'informarsi su Webank e i suoi prodotti, compararli a quelli di Fineco, Conto Arancio, ING Direct, ecc., carpire qualunque nozione possa essere utile a non commettere errori. La scelta del conto corrente più indicato, come detto, è solo la primissima operazione da svolgere. Il difficile viene dopo.

I promotori finanziari sono figure che esercitano l'offerta fuori sede di prodotti finanziari o di investimento. Sono quei professionisti che si prendono cura dei nostri affari, che gestiscono i nostri rischi e, per fare ciò, devono essere iscritti all'Albo unico nazionale dei promotori finanziari. Prima cosa da fare, dunque, è collegarsi al sito dell'albo e verificare che il nostro promotore sia registrato.

I consigli di Unione Nazionale Consumatori

Il concetto chiave, anche se un po' amaro da digerire, è che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. D'altronde, la cronaca riporta di fatti su fatti riguardanti fantomatici promotori finanziari, truffe bancarie, famiglie gabbate e rovinate da imbonitori tanto scaltri nel guadagnarsi la fiducia quanto lesti nel darsela a gambe una volta scoperto l'inghippo.

"È buona norma – spiega Valentina Gallo, Avvocato di Unione Nazionale Consumatori – consegnare all'intermediario assegni bancari intestati esclusivamente alla banca per cui lavora muniti di clausola di non trasferibilità; inoltre fare riferimento esclusivamente agli estratti conto ufficiali inviati dalla banca e tenere presente che, per legge, il promotore non può utilizzare i codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza del cliente o comunque allo stesso collegati".

"Ricordiamo, infine – prosegue – che la banca può essere responsabile con il promotore per i danni arrecati al cliente e, pertanto, nell'eventualità in cui si rimanesse vittima di una truffa finanziaria, si potrà chiedere all'istituto di credito il risarcimento del danno".