Gestire i propri risparmi e le proprie spese correttamente non è facile, né da un punto di vista pratico né da quello burocratico. Se per il primo aspetto basta però prendersi del tempo per porre i conti correnti offerti dalle varie banche a confronto e scegliere quello più vantaggioso, per il secondo la questione è un po' più complicata.

Già, perché se ad alcuni anche il semplice informarsi su WeBank e i suoi prodotti o su quelli di Ing Direct, Hello bank! e delle altre banche può sembrare complicato per via dei termini difficili da comprendere, districarsi tra le varie scadenze fiscali non è cosa semplice.

Da quest'anno, però, il Fisco va incontro ai cittadini con un 730 precompilato che, almeno in teoria, dovrebbe facilitare il compito di mettersi in regola con questa fastidiosa scadenza.

730 precompilato: un successo solo parziale

Da metà aprile il nuovo modello 730 precompilato sarà quindi disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Nel documento che i cittadini potranno scaricare liberamente sono contenute le informazioni che il Fisco ha già sul nostro conto: rendite catastali degli immobili, familiari a carico, redditi lavorativi, spese del mutuo e di ristrutturazione, ecc.

L'idea di base è anche giusta: evitare di dover ripresentare ogni anno dati che sono già in possesso dell'Agenzia delle Entrate, rendendo così la gestione delle pratiche più snella e rapida. Ma le perplessità non mancano.

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Una delle principali falle del modello 730 precompilato di quest'anno è che non conterrà ancora i dati relativi alle spese mediche, i quali faranno la loro apparizione solo a partire dall'anno prossimo. Se consideriamo il fatto che il 70% dei contribuenti fa il 730 proprio per recuperare parte di quanto speso per la salute, il vantaggio non è poi così consistente.

Una specie di prova generale, insomma, quella di quest'anno. La semplificazione, quella vera, deve ancora arrivare. Anche perché si stima che 2 precompilati su 3 saranno da correggere e rifare.

Come funziona il 730 precompilato?

Una volta scaricato il proprio modello 730 precompilato, il contribuente ha due alternative: il fai da te o rivolgersi ad un Caf o ad un professionista abilitato.

Nel primo caso, occorrerà richiedere all'Agenzia delle Entrate l'apposito codice Pin per poter compilare la propria dichiarazione in autonomia. In questo modo si evita il coinvolgimento di ogni intermediario, dialogando direttamente con il Fisco. Se poi si sceglie di confermare i dati contenuti nel modello precompilato, si eviterà anche ogni forma di controllo.

In alternativa è possibile delegare la compilazione del 730 ad un professionista, Caf o privato che sia. Rispetto agli anni passati, però, c'è una novità. Dopo che il contribuente avrà comunicato all'intermediario tutti i dati utili, la responsabilità ricadrà interamente su quest'ultimo. In caso di errori, le eventuali sanzioni saranno infatti a carico dell'intermediario, il quale avrà anche l'obbligo di conservare la documentazione da esibire su richiesta del Fisco.