Il Fisco, ovvero l’Agenzia delle Entrate, ha l’obiettivo di gestire e controllare i tributi per fare in modo che tutti i cittadini adempiano ai propri obblighi fiscali. Tre anni fa è stato introdotto lo spesometro, uno strumento volto a combattere l’evasione fiscale che consente al fisco di verificare che il tenore di vita dei contribuenti sia in linea con i redditi che effettivamente dichiarano. Se si vuole evitare di incorrere in problemi, quindi, è necessario adottare delle pratiche corrette e verificare che i propri movimenti finanziari siano regolari. Non esiste più il metodo di tenere i soldi sotto al materasso oramai, perché al fisco non sfugge nulla. Se si vuole dormire sonni tranquilli è consigliabile mettere i conti correnti presenti sul mercato a confronto, selezionare quello più adatto alle proprie esigenze e depositarvi i propri risparmi.

Chi è interessato dallo spesometro

Per capire quali sono le condizioni che le varie banche offrono ci si può informare su Mediolanum e i suoi conti correnti, su Bancoposta, Ing Direct, Hello Bank e via dicendo. Se si è titolari di partita Iva, se si è commercianti, artigiani o professionisti, poi, bisogna fare particolare attenzione alle nuove norme introdotte dal Fisco. In questo caso parliamo dello spesometro, che impone alle categorie appena menzionate di comunicare alle Entrate tutte le spese effettuate dai propri clienti.

Gli obiettivi del fisco

Questo strumento è già in vigore da tre anni ed è teso a verificare quali siano le disponibilità economiche dei singoli contribuenti. Commercianti al dettaglio e tour operator sono tenuti a comunicare le operazioni di importo unitario superiore ai 3.000 euro al netto dell’Iva, mentre gli altri titolari di partita Iva dovranno invece comunicare tutte le fatture emesse qualsiasi sia il loro importo. Il tetto rimane comunque fissato a 3.600 euro.

Le scadenze

Coloro che liquidano l’Iva a scadenza mensile sono tenuti a comunicare questi dati entro il 10 aprile 2015, mentre coloro che la liquidano trimestralmente (ovvero chi ha un giro d’affari più limitato) dovrà rispettare la scadenza del 20 aprile 2015.

Chi non è coinvolto dal controllo

Lo spesometro del fisco non interessa i contribuenti che hanno adottato il regime dei minimi né le prestazioni erogate dalle pubbliche amministrazioni. Il motivo di questa scelta è quello di non gravare gli enti pubblici con ulteriori incombenze dal momento che sono già molto impegnati ad adeguare le proprie infrastrutture informatiche, i sistemi contabili e le procedure interne in materia di fatturazione elettronica Pa e split payment.

Come bisogna procedere

La comunicazione va inviata al Fisco per via telematica con il seguente procedimento: nella comunicazione bisogna indicare le spese effettuate tramite carte di credito, di debito o carte prepagate, ovvero con gli strumenti di pagamento elettronico, comprensivi di:

  • dati anagrafici del contribuente che ha effettuato l’acquisto
  • importi complessivi di ogni singola transazione
  • data della transazione
  • codice fiscale dell’operatore commerciale legato al dispositivo POS utilizzato