I conti dormienti rappresentano un deposito di denaro – che sia un conto corrente, un libretto di risparmio o uno strumento finanziario in custodia – su cui non viene eseguito alcun tipo di operazione per almeno 10 anni e in cui sia depositata una cifra minima di 100 euro. La gestione di un conto corrente in generale è già di per sé un'attività che richiede una certa consapevolezza, fin dalla fase di scelta. In molti utilizzano la rete per porre i diversi tipi di conto corrente proposti dai diversi istituti a confronto, in modo da selezionare con maggior consapevolezza la soluzione più indicata. Poi segue la fase di gestione e monitoraggio delle spese che implica una serie di ulteriori operazioni necessarie a una corretta amministrazione dei propri interessi. Ancora più complessa è la normativa che orbita intorno alla questione dei conti dormienti.

Conti dormienti: come funziona?

Dunque, approcciarsi ai molteplici servizi e le svariate operazioni bancarie non è semplice. La maggior trasparenza imposta agli istituti e i canali di internet, però, rendono molto più agevole informarsi su Webank e i suoi prodotti, quelli di Fineco, ING Direct, ecc., scoprire vantaggi e svantaggi di ogni tipologia di servizio. La consapevolezza è una discriminante decisiva quando si ha a che fare con il mondo della finanza e una conoscenza lacunosa può essere pagata cara, letteralmente.

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È il caso dei conti dormienti, fondi di cui spesso non si è neppure a conoscenza o che,ad ogni modo, risulta difficile recuperare a causa di un iter procedurale complesso. Intanto ripetiamo che, perché si possa parlare di conti dormienti, è necessario che sul deposito in questione non sia stata eseguita alcuna operazione né dal titolare del conto né da un suo delegato per almeno 10 anni. Anche la richiesta di un estratto conto è sufficiente a evitare che il conto 'si addormenti'.

La normativa sui conti dormienti

Se, viceversa, sul fondo in questione non viene eseguita alcuna operazione, trascorsi dieci anni esso diventa un conto dormiente. Fino al 2007, la procedura di custodia del conto dimenticato era particolarmente oscura ma, con le modifiche apportate dalla Finanziaria 2006 e rese operative dall'anno dopo, è stato stabilito che le somme non rivendicate confluiscano all'interno di un fondo destinato alle vittime dei crack finanziari e gestito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Se però il proprietario o un suo erede richiede di rientrare in possesso del denaro, recuperare i soldi è possibile.

Step 1: come sapere se esiste un conto dormiente

Spesso accade che di un deposito se ne perda del tutto traccia, magari perché posseduto da un parente che non ne ha fatto mai menzione prima di decedere o, semplicemente, a causa di dimenticanza. In questi casi basta collegarsi sul sito della Consap – ente totalmente partecipato del MEF – e scoprire se effettivamente esistano conti dormienti intestati a noi.

Verificata l'esistenza di un deposito a nostro vantaggio, sempre attraverso il portale, è possibile reperire la domanda di rimborso, corredata dagli allegati e dalle documentazioni necessarie: documento in conto di validità, Codice Fiscale, copia originale dell'attestazione rilasciata dalla banca che gestisce il deposito e, in caso di conto ereditato, dichiarazione di atto sostitutivo di notorietà. Stampati e compilati i moduli, occorre trasmetterli tramite raccomandata A/R all'indirizzo CONSAP S.p.A. Rif. Rapporti Dormienti- V. Yser 14 – 00198 Roma. A quel punto – ammesso che la procedura scorra senza intoppi, cosa tutt'altro che scontata – sarà sufficiente eseguire un estratto conto per 'resuscitare' il proprio deposito.

Recuperare assegni e buoni fruttiferi

Nel caso in cui dobbiate recuperare un assegno circolare, il tempo a disposizione è di 3 anni, scaduti i quali non sarà più possibile richiedere di incassare l'assegno. In tal caso, la soluzione consiste nel ricontattare l'esecutore dell'assegno e chiedergli di sottoscriverne uno nuovo.

Per ciò che riguarda i buoni fruttiferi postali, invece, non è possibile seguire le medesime procedure previste per i conti dormienti. In tal caso, invece, occorre richiedere la duplicazione dei buoni tramite procedura di ammortamento, eseguibile in qualsiasi ufficio postale, sia che si tratti di smarrimento, di distruzione o di sottrazione del fondo.