Aprire un conto corrente all'estero, secondo le norme vigenti, è assolutamente legale e consentito sia dalle normative italiane e sia da quelle europee, a condizione che ogni movimento sia regolarmente trasmesso al Fisco italiano e che sia garantita la massima trasparenza. Quella di aprire un conto corrente all'estero è principalmente una necessità per i dipendenti italiani che decidono di praticare la propria professione presso una realtà straniera e non presenta particolari vantaggi dal punto di vista economico. Se la vostra idea era quella di aprire un conto corrente in un paradiso fiscale per risparmiare sulle tasse, sappiate che le cose sono cambiate! Se cercate il risparmio, però, il consiglio è di porre i conti correnti a confronto su supermoney.eu e individuare la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

Conto corrente all'estero: come muoversi

L'apertura di un conto corrente all'estero, anche nella remota possibilità che il datore di lavoro sia disposto a versare lo stipendio presso un conto italiano, è assolutamente consigliabile poiché permette di evitare i costi della conversione della valuta e di snellire la procedura di versamento. Se state per aprire un deposito in un Paese estero, potreste essere agevolati scegliendo un istituto di credito che ha delle proprie filiali in Italia. Internet può darvi una mano, consente di informarsi su WeBank, Hello Bank, ING Direct, ecc. e su tutte le soluzioni che ogni istituto offre, propone una serie di forum dove interagire con persone che hanno o hanno avuto le vostre stesse problematiche e offre un canale diretto dove reperire informazioni sulle normative vigenti nel Paese verso cui siete diretti.

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Una delle prime cose da fare, infatti, è proprio cercare di capire come funzionano le normative fiscali nello Stato in cui siete diretti: basta collegarsi sul sito ufficiale dell'autorità bancaria del posto. Scelta la banca presso cui aprire il conto potrete procedere con l'avviamento delle pratiche. La procedura è piuttosto semplice e può essere effettuata anche in modalità online. Tuttavia, l'iter 'classico' eseguito tramite lo sportello fisico della banca è solitamente più rapido, a patto che riusciate a comunicare in inglese!

Quanto costa?

Il possesso di un conto corrente estero comporta l'obbligo di pagare le imposte sugli interessi da risparmio maturati all'estero. Un conto corrente, infatti, da una parte presenta dei costi di gestione, dall'altra permette la maturazioni di interessi. Su di essi, ogni Paese applica una tassa, che varia a seconda delle normative nazionali. In ogni caso, sarà necessario presentare un documento denominato Quadro RW per la dichiarazione dei redditi. Effettuata l'apertura del conto, sarà la banca da voi selezionata a occuparsi di trasmettere le informazioni bancarie alle autorità fiscali italiane.

In Unione Europea l'apertura di un conto in un Paese facente parte dell'Unione è regolamentata dal trattato di Maastricht, secondo cui è possibile aprire un conto in qualunque Stato membro. È probabile, però, che dobbiate affrontare un iter un po' macchinoso, l'isituto di credito scelto ha facoltà di sottoporvi a una serie i colloqui e di ritenere il vostro profilo non idoneo.

La tassazione

Per ciò che riguarda la tassazione dei conti correnti, esistono due possibilità:

- Applicazione dell'Eurotrattenuta, consistente in un'aliquota del 35% sugli interessi

- Applicazione di una ritenuta ne Paese in cui è stato aperto il conto più un'aliquota del 20% applicata dal Fisco italiano (doppia tassazione). In Unione Europea vige una convenzione che permette di evitare tale possibilità.

In entrami i casi è previsto il pagamento di un bollo di Stato pari a 34 euro l'anno.