I controlli sui conti correnti continueranno ad essere una principali zone di intervento del Fisco, che d'ora in poi potrà intraprendere contestazioni in caso di operazioni sospette. Scampato il pericolo di una "tassa sui bancomat", il governo italiano prosegue la sua lotta all'evasione fiscale, intensificando i controlli proprio a partire dai conti correnti, una delle soluzioni di risparmio più diffuse e apprezzate soprattutto per la grande flessibilità e per le condizioni particolarmente convenienti.

Conoscere le condizioni, i costi e le opportunità offerte dai conti correnti è ormai molto semplice. Infatti, il continuo richiamo alla trasparenza e l'attuazione delle direttive sulla tracciabilità delle operazioni bancarie imposta agli istituti di credito e ai canali online, hanno di certo regolarizzato l'intero mercato. Valutare le soluzioni di ING Direct, o di Hello Bank! o di Fineco, o di qualunque altro istituto di credito tradizionale, è ormai semplice ed immediato e le informazioni non lasciano spazio a nessun tipo di dubbio.

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Controlli sui conti correnti: il Fisco amplia i suoi poteri

La lotta all'evasione fiscale attraverso i controlli sui conti correnti è iniziata già da tempo e ha raggiunto un traguardo importante proprio lo scorso mese di giugno, quando le banche e gli uffici postali sono stati autorizzati a trasmettere al Fisco tutte informazioni relative ai conti correnti e alle operazioni eseguite. La creazione di una "superanagrafe" ha di fatto autorizzato il Fisco ad intraprendere dei controlli sui conti correnti e conoscere la giacenza media dei depositi.

L'ultima proposta avanzata dal governo riguardava la possibilità di istituire una "tassa sui bancomat". La proposta, rigettata momentaneamente dal governo, prevedeva infatti la possibilità di istituire una vera e propria tassa sui bancomat pari al 10-15% del prelievo effettuato da bancomat o da sportello. La tassazione sarebbe scattata solo in caso di operazioni ingiustificate, ovvero non contabilizzate e in cui manchi o risulti inesatta l'indicazione del beneficiario.

La proposta di attuare una tassa sui bancomat è stata rifiutata, ma ha di fatto ampliato ulteriormente i controlli sui conti correnti da parte dell'Agenzia delle Entrate. Infatti in caso di operazioni sospette, come prelievi superiori ai compensi o ai ricavi dichiarati, scatteranno subito delle indagini approfondite per accertarsi che non si tratti di operazioni finalizzate all'evasione fiscale.

Quali saranno le categorie più a rischio?

Sebbene i controlli siano estesi a tutti gli intestatari di un conto corrente, i controlli e le relative indagini riguarderanno solo alcune specifiche categorie di contribuenti. Saranno quindi soggetti a controlli soltanto gli imprenditori puri e tutte quelle figure professionali che producono reddito d'impresa attraverso le provvigioni maturate sugli affari conclusi (ad esempio i promotori finanziari, gli agenti di commercio e i mediatori immobiliari).

In caso di contestazioni, il soggetto interessato dovrà fornire delle "prove contrarie e non generiche" che giustifichino i prelievi considerati sospetti dal Fisco. Anche le direttive fornite dall'Agenzia delle Entrate, invitano responsabili dei controlli a non essere troppo rigidi e valutare con attenzione le "le eventuali dimostrazioni, anche di natura presuntiva, che trattasi di spese non aventi rilevanza fiscale sia per la loro esiguità, sia per la loro occasionalità e, comunque, per la loro coerenza con il tenore di vita rapportabile al volume di affari dichiarato".