È ufficiale: il bail-in entrerà in vigore in tutta Europa dal 1° gennaio 2016. Il Governo ha approvato lo scorso 10 settembre le nuove norme sulla risoluzione delle crisi bancarie in conformità con la Direttiva UE n.2014/59, la quale prevede proprio l'introduzione del cosiddetto bail-in. Ma che cos'è questo bail-in di cui tanto si parla? In parole semplici vuol dire che le banche potranno effettuare prelievi forzosi dai conti dei propri clienti per salvarsi dal fallimento. Il mio conto corrente è in pericolo quindi? Noi di SuperMoney vogliamo aiutarti a vederci chiaro.

Cos'è il bail-in?

Il bail-in è una sorta di "salvataggio interno" che la banca può tentare per evitare il fallimento. In particolare, per coprire i propri buchi di bilancio, gli istituti avranno l'obbligo di attingere a risorse interne anziché ad aiuti statali (bail-out).Per farlo la banca potrà rivalersi innanzitutto sui propri azionisti e su chi possiede obbligazioni presso di lei e, successivamente, potrà servirsi anche dei soldi dei grandi correntisti, ovvero quei clienti che hanno depositato più di 100mila euro. In questo caso solo l'eccedenza verrà toccata, poiché fino a quella cifra garantisce il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che, anche nel caso in cui la banca dovesse davvero fallire, risarcirà ogni correntista fino appunto ad un massimo di 100mila euro ciascuno.

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In base alla nuova normativa approvata dal Governo, responsabile della gestione e della supervisione delle pratiche di bail-in sarà la Banca d'Italia. Stando a queste norme, da gennaio 2016, le alternative in caso di crisi di una banca saranno 3:

· liquidazione coatta amministrativa

· riduzione del capitale o sua conversione in azioni

· risoluzione

Ed è proprio in quest'ultimo caso che entra in gioco il bail-in. La risoluzione ha infatti come obiettivo il mantenimento delle funzioni essenziali della banca, evitando allo stesso tempo che il "salvataggio" pesi troppo sulle finanze pubbliche.

Quanto possono prelevare le banche da azionisti e grandi correntisti?

Ovviamente il bail-in prevede anche delle regole a tutela dei consumatori. Innanzitutto esiste un ordine gerarchico che stabilisce chi è chiamato a partecipare allo sforzo economico per salvare la banca e in quale misura. I piccoli correntisti, ovvero chi ha meno di 100mila euro sul proprio conto, non verranno giustamente toccati dal bail-in. Per quanto riguarda gli azionisti della banca e i grandi correntisti, invece, il Governo ha stabilito che questi non debbano subire perdite superiori a quanto accadrebbe in caso di liquidazione coatta. In parole povere, quello che rimane garantito per queste categorie sono solo i 100mila euro tutelati dal Fondo di Tutela dei Depositi.

Perché serve il bail-in?

L'introduzione del bail-in nasce per un semplice motivo: i Governi europei non sono più in grado di continuare a coprire le perdite delle banche, le quali dovranno iniziare a rimboccarsi le maniche (a nostre spese) per sanare in autonomia i propri buchi di bilancio e scongiurare il fallimento.

In Italia le norme sul bail-in entreranno in vigore dal 1° gennaio 2016, anche se c'è ancora parecchia confusione sulle modalità con cui questo avverrà. La Direttiva UE lascia infatti piena libertà in questo campo ai Paesi comunitari. E intanto fioccano le polemiche e gli allarmismi, come quelli del MoVimento 5 Stelle che già teme un abbassamento della soglia garantita a 30mila euro, anziché 100mila, come è successo a Cipro e in Germania. Per ora dal Governo non arriva ancora nessuna conferma o smentita ufficiale. Non ci resta che stare all'erta e seguire gli sviluppi della vicenda. Noi di SuperMoney torneremo senza dubbio sull'argomento bail-in per tenervi informati.