Una di quelle notizie dalla portata epocale: dal Senato arriva l'ok al bail in, che interesserà tutti i conti correnti dei consumatori italiani. Dopo l'approvazione della direttiva europea BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) del 10 settembre da parte del Consiglio dei Ministri, il Senato adesso ha concesso la possibilità alle banche di prevenire il crack accedendo, in casi estremi, ai conti dei loro clienti.
Vediamo i dettagli di questa operazione.

Bail-in: ricapitoliamo cos'è

Avevamo già scritto che il bail-in è una forma di salvataggio che le banche possono attuare per evitare il fallimento: per colmare i buchi nel bilancio le finanziarie, invece di attingere ad aiuti statali, avranno l'obbligo di attingere a risorse "proprie", così da evitare che lo Stato salvi le banche.
Questo cosa significa? E' molto semplice: la banca inizialmente attuerà dei prelievi dagli azionisti e da coloro che possiedono obbligazioni, poi, in casi estremi, potranno essere prelevati soldi dai conti correnti dei grandi correntisti che hanno depositato più di 100mila euro. Nel caso in questione solo l'eccedenza sarà interessata perché, fino alla cifra di 100mila euro, interviene il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che, nel caso di fallimento della banca risarcirà i correntisti.

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Bail in e direttiva BRRD: il Meccanismo Unico di Risoluzione

Oltre alle novità appena spiegate, ricordiamo che, dal 1° gennaio 2016, verrà reso operativo il Meccanismo Unico di Risoluzione, che svolgerà funzioni fondamentali.

Proprio questo organismo vigilerà sulla crisi delle banche attuando piani di risoluzione e mettendo a disposizione un Fondo Unico di Risoluzione, generato dai contributi che le banche dei Paesi partecipanti hanno versato in questi anni: questo Fondo concederà prestiti o rilascerà garanzie per ridurre al minimo l'accesso al bail-in.

Bail in: i rischi per i consumatori

La cosa più importante per i risparmiatori è l'analisi attenta dei rischi che potrebbero correre dal 1 gennaio in poi: nel "salvataggio bancario" i primi interessati saranno i creditori più rischiosi e poi, a pioggia, tutti gli altri, qualora questi fondi non fossero sufficienti.

Come già detto, fino a 100mila euro, interviene il Fondo Interbancario che tutela i consumatori proteggendo le somme sul conto corrente, sui libretti di deposito, e i certificati di deposito coperti dalla normativa del Fondo.

Bisogna chiarire che il Fondo opera per ogni singola banca e ogni singolo correntista, quindi se uno ha più conti in diverse banche ne verrà interessato solo quello nella banca in difficoltà.

Ricordiamo che il ball-in è solo la soluzione ultima che le banche possono utilizzare, si accede questo "jolly" quando non ci sono più vie di salvataggio. Ma, secondo voi, è giusto che i clienti salvino le banche?