Il fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti non smette di far parlare di sé, e giustamente. Dopo la beffa del pagamento del bollo imposto ai clienti delle banche fallite, ora la situazione sembra molto critica per oltre un migliaio di piccoli risparmiatori. Sono loro i più penalizzati dal crac, che ha fatto sì che le obbligazioni acquistate con i risparmi di una vita diventassero carta straccia. Certo, ci saranno dei risarcimenti….ma quando arriveranno?

Da un comunicato congiunto delle 4 banche fallite emerge come i soggetti più a rischio siano stimati in 1.010 piccoli risparmiatori. Parliamo quindi di persone con meno di 100mila euro in banca, di cui più della metà investiti in obbligazioni dell'istituto al quale si erano affidati per un valore complessivo di circa 27 milioni.

Fallimento banche, a rischio 1.010 piccoli risparmiatori

Ovviamente i titolari di obbligazioni colpiti dal fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti sono molti di più, circa 12.500 per un importo complessivo di circa 431 milioni di euro. Tuttavia la situazione più critica riguarda circa un migliaio di piccoli risparmiatori, ai quali verrà data precedenza assoluta in fatto di risarcimenti.

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Il Governo si sta infatti adoperando per mettere insieme un Fondo di Solidarietà per poter restituire i risparmi a chi a perso tutto. Ogni situazione sarà valutata singolarmente, iniziando appunto dagli oltre mille soggetti più a rischio, per i quali il Governo assicura che il plafond del Fondo è idoneo a garantirne il giusto risarcimento. Subito dopo i piccoli risparmiatori con più del 50% dei propri depositi investiti in obbligazioni, il Fondo dovrebbe intervenire in favore di chi ha investito il 30%, quantificati in 8.020 soggetti.

Obbligazioni, un investimento ad alto rischio

Il crac di queste 4 banche ci dà lo spunto per fare una riflessione sulle obbligazioni. Sono spesso gli stessi operatori bancari a promuoverne l'acquisto tra i propri clienti, utilizzando come leva i rendimenti medio-alti che potrebbero derivarne, ma sorvolando sui rischi. Le obbligazioni subordinate sono infatti un investimento di rischio, non di risparmio, come i conti deposito ad esempio. Un concetto da tenere bene a mente, a maggior ragione con l'introduzione del bail-in prevista a partire dal 1° gennaio 2016. Se il fallimento fosse stato dichiarato all'inizio del nuovo anno, infatti, i piccoli risparmiatori rovinati dal crac non avrebbero visto un centesimo di risarcimento. Noi di SuperMoney torneremo sicuramente sull'argomento, per aggiornarvi sui progressi del decreto Salva Banche e per capire cosa cambierà nel concreto con l'introduzione del bail-in.