Dopo l' ok della Commissione Finanza del Senato al BAIL-IN – cioè il prelievo forzoso ai correntisti in scia al crack finanziario di una banca - i titolari dei conti correnti presso gli istituti di credito si domandano come proteggere i risparmi in banca.

A far luce sulla situazione ci pensa l'ABI – associazione bancaria italiana - che si è alleata con una serie di associazioni di consumatori – tra queste Casa del Consumatore, Confconsumatori, Unione Nazionale dei Consumatori, Lega Consumatori, Assoutenti e tante altre - per andare incontro ai consumatori preoccupati e per rispondere alle loro domande in merito e per tranquillizzare chi abbia intenzione di aprire un conto deposito.

I dettagli della guida per proteggere i risparmi

Dall'alleanza infatti è nata la guida Abi al conto deposito e al prelievo forzoso. Che offre una serie di delucidazioni in merito a tutte le novità che sono state introdotte dalle Istituzioni Europee per salvare gli istituti bancari.

Nella guida si spiega perché le banche nei casi di crack finanziario attingono al denaro dei correntisti.

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Secondo quanto riportato nel dossier, infatti, la prima ricetta degli istituti che devono rialzarsi dopo un crack finanziario è proprio attingere dal denaro presente all'interno dell'istituto e quindi fare ricorso alle liquidità detenute grazie agli investimenti effettuati dagli azionisti e dagli obbligazionisti nonché alle liquidità disponibili grazie ai conti deposito e ai conti correnti dei clienti dell'istituto.

Proteggere i risparmi, le nuove regole europee

Le nuove regole su cui la guida dà spiegazioni dettagliate, puntano a prevenire un'eventuale crisi finanziaria. Si parte dal presupposto infatti che il costo dell'impasse finanziaria debba essere gestito tra le mura degli istituti bancari, come avviene in qualsiasi altro tipo di azienda.

Secondo quanto si legge nella guida, infatti la prevenzione è fondamentale per mettersi al risparo dall'eventualità di un crack finanziario.

Tra le regole di prevenzione c'è un piano di risanamento, che dispone cosa un istituto debba fare nel caso di crack. Inoltre le Autorità disposte alla gestione della crisi – ovvero la Banca Centrale Europea e la Banca d'Italia - qualora sia necessario, interverranno per dare un sollecito all'avviamento del piano di risanamento e per eventualmente dare il via all'amministrazione straordinaria dell'istituto.