La preparazione degli italiani in materia di investimento e risparmio non sembra certo basarsi su solide basi, anzi sono davvero molti i dubbi e le perplessità che turbano i sogni degli italiani. I primi segnali di incertezza si manifestano nella maggior parte casi quando si decide di aprire un conto corrente, infatti è proprio in questa particolare circostanza che emerge la totale impreparazione dei risparmiatori italiani e sono davvero molti quelli dichiarano di non possedere neanche la minima competenza per scegliere il conto corrente più conveniente e in linea con le proprie esigenze.

La situazione sembra poi precipitare quando ci si sposta su questioni ed operazione finanziarie decisamente più complesse. In questi casi l'impreparazione dei risparmiatori italiani sulle nozioni basilari legate all'investimento e al risparmio si mostra nella sua totalità. La situazione non sembra migliorare se si estende la valutazione al resto delle nazioni europee. Dunque una situazione davvero allarmante che potrebbe spingere alcune banche a sfruttare a proprio vantaggio la situazione, magari ricorrendo a strategie non sempre trasparenti e vicine agli interessi dei clienti.

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Risparmio e investimento: come "educare" gli italiani?

Se da una parte è vero che occorre intensificare i controlli sulle strategie adottate dalle banche e da molti istituti di credito, basti pensare ai recenti fatti di cronaca con il fallimento di Banca Marche, è innegabile che esporsi ad un rischio così elevato rappresenta per i tutti risparmiatori una minaccia troppo grande e pericolosa. Per queste ragioni è stata avanzata la proposta di introdurre una sorta di "patente finanziaria", che preveda l'apprendimento di alcune nozioni basilari utili per amministrare senza rischi le proprie finanze e non commettere errori.

La proposta in questione prevede l'acquisizione di una sorta di "attestato" da rilasciare solo in seguito al superamento di un test che potrebbe prevedere ad esempio una manciata di domande su nozioni basilari, con l'obbligo di rinnovo allo scadere dei dieci anni. L'idea è quella di "educare" gli italiani, fornendo loro le nozioni utili per comprendere le logiche alla base delle dinamiche del risparmio e dell'investimento. Un percorso di crescita e di maturazione di competenze che dovrebbe partire e procedere con il percorso scolastico grazie l'inserimento di discipline come la finanza e l'economia. Una soluzione semplice ed efficace che potrebbe sicuramente ridurre i casi di frodi ai danni dei risparmiatori, spesso inconsapevoli vittime delle logiche del mercato.