Conti correnti esteri o in valuta - Video Guida

Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney, è ospite di CNBC Class Tv per illustrare alcune soluzioni per mettere al sicuro i propri risparmi

Andrea Manfredi parla di conti correnti a Class Tv - Testo integrale

Ritroviamo oggi Andrea Manfredi, amministratore delegato di Supermoney.eu, il sito di confronto autorizzato anhe dall’Agcom. Dunque si ha una situazione con l’euro che cic preoccupa, attacchi ai mercati finanziari, attacchi speculativi, insomma la preoccupazione, dai grandi numeri a quelli quotidiani, è quella dei propri risparmi, è vero?
Siamo in una situazione molto complessa dal lato valutario. Sappiamo che in questi giorni ci sono discussioni molto approfondite in merito. La domanda che oggi è più concreta è: ma io posso stare tranquillo con i miei soldi sul conto corrente? Questa è una domanda molto importante perché tocca tutta la popolazione, tutti i cittadini.

Anche perché i cittadini non sono a Bruxelles con Monti, o non sono  a stretto contatto con Angela Merkel, quindi.
Certo c’è poca informazione, però c’è una risposta molto semplice e un messaggio molto importante: i conti correnti sono assolutamente sicuri, quindi questo è un elemento a cui porre estrema attenzione . Oggi vediamo anche perché sono sicuri e che cosa si può fare per renderli ancora più sicuri. Quindi perché sono sicuri i conti correnti? Perché in Italia, come per altro negli altri paesi europei c’è un fondo che si chiama Fondo di Tutela dei Depositi, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, quindi questo fondo garantisce il fatto che se una banca, un istituto bancario fallisce, in ogni caso vengono ridati i soldi alle persone che avevano i soldi sui conti corenti della banca.

Quindi anche se dovesse crollare una banca o un crack come quello tremendo di qualche anno fa, dovrebbero garantire.
In questo caso siamo garantiti e siamo tranquilli. Ovviamente ci sono alcune limitazioni e ora vediamo queste limitazioni. Il fondo Interbancario di tutela dei depositi garantisce fino a 100 mila euro per persona per istituto bancario. Quindi cosa vuol dire? Facciamo dei casi concreti. Se io ho 80 mila euro presso una banca sono tranquillo. Se io ho un conto corrente cointestato con mia moglie ed abbiamo 160 mila euro sul conto, sono tranquillo perché 100 mila euro sono coperto io e 100 mila euro è coperto il cointestatario.

Quindi cumulativa la cosa?
E’ cumulativo. Se però io ho 160 mila euro in un conto cointestato con mia moglie e 80 mila euro in un conto mio personale, 80 più 80, la frazione del cointestato più il mio personale fanno 160, io sarò sempre protetto per 100 mila euro. Quindi c’è una soglia massima di 100 mila euro per persona per banca che dev’essere rispettata. Cosa succede? Succede che se abbiamo così tanti soldi, il posto che forse, in quel caso il conto corrente non è lo strumento migliore, poi lo vediamo brevemente, dobbiamo avere l’accortezza di mettere i soldi su istituti bancari diversi, così da avere la protezione di 100 mila euro su un istituto bancario, di altri 100 mila euro su un altro istituto bancario e via così. Quali sono gli strumenti che il Fondo Interbancario di Tutela garantisce? Sono i conti correnti, i conti deposito, gli assegni circolari e i certificati di deposito. Quindi su queste forme possiamo stare tranquilli.

Che sono le forme di risparmio un po’ più diffuse, popolari, che usiamo tutti.
Sono le forme più diffuse, più popolari, più tradizionali. C’è un altro elemento di processo importante che dà una grosse garanzia al sistema: nel caso in cui una banca fallisca per riavere i soldi non dovete fare niente, ci pensa il Fondo entro 20 giorni o in casi assolutamente straordinari entro 30 giorni, a ridare i soldi che devono essere restituiti. Quindi massima garanzia.

Quindi a noi non cambia niente? Non ce ne accorgiamo neanche?
Non succede niente. Ora però chiaramente una domanda però sorge spontanea: bene, noi ci siamo tutelati dall’evento più catastrofico, il fallimento totale del sistema bancario italiano, ma cosa succede se l’Italia esce dall’euro?

E infatti, questo vale fatto salvo il restare nella moneta unica e tornando alla lira?
Tornando alla lira cosa succede? Succede che uil Governo dice: “Da oggi non avete più 100 euro in banca, avete mille lire in banca”. Quindi dal giorno alla notte, over night si dice, non avremo più dei depositi in euro, ma avremo dei depositi in lire. Ovviamente in un’operazione di questo genere cosa succede? Succede che il tasso di cambio applicato sarebbe un tasso da svalutazione per aiutare le nostre imprese ad esportare e per attirare. E quindi sostanzialmente il valore dei nostri soldi andrebbe a diminuire. Cosa si può fare per tutelarci da questo rischio?

Comprare dollari?
Si possono aprire conti correnti in valuta estera. Aprire conti correnti in valuta estera vuol dire tante cose, vuol dire recarsi presso un intermediario bancario finanziario e chiedere l’apertura di un conto estero. Con il conto estero potremmo avere dollari, comprare dollari o potremmo comprare i titoli di stato di paesi in valuta estera, quindi prendiamo i Treasuries Bond, i titoli di stato americani piuttosto che di qualche altro paese che riteniamo essere solido. L’altra possibilità è andare all’estero, portare i nostri soldi all’estero e quindi aprire un conto corrente in valuta estera direttamente in un paese estero.

Se noi invece dovessimo aprire un conto corrente in Italia in euro, ma con una banca estera, in quel caso saremmo comunque come con un conto corrente italiano, quindi torneremmo alle lire, oppure resteremo con l’eventuale paese estero penso ad esempio alla Deutsche Bank, molto diffusa in Italia?
Torneremo assolutamente alle lire.

Quindi quello non è un conto estero?
No, non conta la natura giuridica della banca, ma conta il fatto che il conto corrente sia in valuta, l'euro o in un’altra valuta (dollari, yen), quindi una delle valute che sono normalmente ammesse. Quando una banca opera in Italia, è comunque una banca a tutti gli effetti, è improprio dirlo così, ma a tutti gli effetti concreti è una banca italiana.

Ma non è neanche il discorso di acquistare valuta estera, perché in quel caso ci perdiamo con il cambio?
No.

Questo si può fare?
Si può fare. Quando diciamo di aprire un conto in dollari, vuol dire che noi andiamo da un intermediario italiano, compriamo 100 mila euro di dollari e a quel punto ci sono le commissioni di cambio, ci sarà il tasso di conversione che in quel momento viene applicato. Noi non avremo più 100 mila euro, ma avremo 97 mila dollari. A quel punto ci leghiamo all’andamento del dollaro. Se il dollaro va bene, noi guadagnamo, se il dollaro va male noi perdiamo. Se l’euro si rompe e la lira esce, a quel punto vuol dire che il dollaro andrà benissimo e noi saremo molto tranquilli, molto sicuri.

Ma lo consiglieresti, al di là delle questioni tecniche di come si fa?
E’ un tema oggi sempre più dibattuto perché fino a qualche mese fa sembrava un argomento tecnico solo per grossi intenditori. Io ritengo ancora oggi che le possibilità che l’Italia esca dalla moneta unica europea siano abbastanza e se ciò si verificasse sarebbero comunque problemi di sistema molto importanti. Io penso che chi ha tanti soldi all’interno di una strategia di diversificazione, è assolutamente congruo che prenda una parte di valuta estera, ma chi ha tanti soldi tipicamente ha anche a livello professionale qualcuno che lo segue e quindi gli gestisce tutte queste operazioni.

Il piccolo risparmiatore invece?
Il piccolo risparmiatore a mio avviso va semplicemente a innescarsi in una complessità, in dei costi, veramente in una confusione organizzativa che per pochi soldi non ha senso rischiare di correre. Quindi è molto meglio in questo momento mantenere freddezza e stare tranquilli senza fare grossi cambiamenti. C’è un elemento importante, lo abbiamo visto nei mesi scorsi, le persone stanno riniziando a portare soldi illegalmente all’estero.

Ecco questo è un altro punto. Perchè sentiamo parlare spesso ad esempio della Guardia di Finanza che fa controlli al confine con la Svizzera, cioè vuol dire che è illegare se andiamo ad aprire un conto in un altro paese?
Non necessariamente. Aprire un conto in un paese estero, questo è importante, è un’attività assolutamente legale e lecita. Il problema è come portiamo i soldi all’estero e quanti ne portiamo. E’ presto detto. Se noi decidiamo di portare all’estero meno di 10 mila euro, lo possiamo fare sempre in ogni momento e possiamo non dirlo a nessuno. Nel momento in cuio decidiamo di trasferire più di 10 mila euro, allora se lo facciamo noi personalmente, quando siamo in dogana lo dobbiamo dichiarare se no siamo illegali, se lo facciamo tramite una banca, lo possiamo sempre fare senza mnessun problema, perché rimane tutto tracciato. L’altro elemento molto importante è che se abbiamo dei soldi all’estero e ovviamente vogliamo essere in regola con tutte quelle che sono le disposizioni, dobbiamo dichiarare i fondi che abbiamo portato o che già abbiamo all’estero nel Modello Unico della dichiarazione dei redditi, in modo che il Fisco italiano possa sapere che la nostra persona ha dei soldi fuori e ovviamente tassarli, tassare non tanto quel capitale, quanto gli interessi che quel capitale genera, tant’è che ugualmente se noi percepiamo degli interessi da soldi che abbiamo all’estero, dobbiamo dire che stiamo percependo questi interessi e metterli in dichiarazione dei redditi, a meno che non ci siamo avvalsi del sostituto d’imposta con la banca estera, ma questo non lo fa quasi nessuno perché equivale a dire: dichiaro di avere dei soldi all’estero. Quindi è importante far passare il principio che portare soldi all’estero si può, è lecito ed è legale. Ovviamente va fatto con un sistema trasparente che permetta al Fisco di controllare e ovviamente non permette a noi che portiamo i soldi all’estero di evadere o eludere le tasse .

Quindi non è che lo facciamo per evadere, lo possiamo fare anche per una scelta nostra, se non abbiamo fiducia nel sistema bancario italiano, per esempio.
Esattamente, questo è quello che i grossi imprenditori decidono di fare, perché possono avere rendimenti maggiori, piuttosto che diversificare il credito e avere maggiore sicurezza. Importante, come dicevo prima, oggi la soluzione probabilmente migliore, il consiglio più saggio per un piccolo risparmiatore è stare tranquillo, non tenere troppi soldi sul conto corrente, perché il conto corrente non è uno strumento di investimento, è uno strumento dove tenere i pochi soldi che servono per le spese quiotidiane, prendere dei soldi e trasferirli su un conto deposito italiano. Questi conti deposito sono semplici, facili, sicuri, perché sono garantiti dal Fondo di Tutela dei depositi Interbancari, di cui parlavamo prima, offrono dei rendimenti che oggi sono più che dignitosi anche su durate brevi.

Fondi di investimento quindi.
Sì, sono i conti deposito, i tradizionali conti deposito.

Sempre da banche.
Sempre da banche. Garantiscono un ottimo bilanciamento tra quello che è il rendimento e la sicurezza. Non sono il prodotto che fa guadagnare di più, però non è neanche un prodotto particolarmente rischioso.

Chiaro, chiaro. Grazie mille allora ad Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney.eu. Grazie per essere stato qui con noi, con gli ottimi consigli che ci dai sempre. Per averne di altri vi rimando al sito di SuperMoney, che tratta davvero tutti questi argomenti, non soltanto di risparmio, ma anche di assicurazioni e quant’altro. Grazie Andrea e per “I nostri soldi” oggi è tutto.