Risparmio, i conti correnti costano sempre meno

Fabio Pizzato, Direttore Operations di SuperMoney spiega come approfittare della nuova situazione dei conti correnti e risparmiare sulla gestione delle proprie somme.

Fabio Pizzato parla di conti correnti a Class Tv - Testo integrale

Oggi parleremo del conto corrente, è una parte importante della nostra vita, ci poniamo molta attenzione, ma cosa sappiamo rispetto ai costi fissi? Oggi ne parliamo con Fabio Pizzato che è direttore Operations di Supermoney.it Bentrovato, innanzitutto. E allora, ci sono novità per i consumatori sul fronte conti correnti?
Sì, le novità ci arrivano da Banca d’Italia, che ha pubblicato l’indagine sui conti correnti per l’anno 2012 e la novità positiva è che i costi dei conti correnti stanno diminuendo. Banca d’Italia annualmente fa un’indagine su un campione di estratti conto di famiglie, quindi prendendo dati reali.

Prendendo in esame un po’ tutte le banche, credo.
Prendendo tutte le banche. Un esame fatto a campione su decine di migliaia di conti corrente.

Perché non è sufficiente cambiare banca, perché ogni banca poi propone soluzioni differenti, conti correnti differenti.
Esattamente, Banca d’Italia fa un campionamento sulle diverse tipologie di banche, sulle diverse tipologie di clienti, sulle diverse tipologie di aree del Paese. E’ un’indagine statistica che riflette quella che è la situazione del Paese, in sostanza.

E quindi Banca d’Italia nell’ultimo rapporto ha dato un giudizio positivo, per il consumatore?
Sì, ci dice che la spesa media di ogni famiglia per i conti correnti, questi sono i dati riferiti al 2011, è scesa dai 110 euro del 2010 ai 105 euro del 2011. Sembrano numeri piccoli, ma ovviamente quando facciamo le medie anche queste diminuzioni sono significative.

Se poi pensiamo anche all’inflazione che di base dovrebbe far crescere il costo, vediamo che ciò che è stato il risparmio è ancora più significativo. Ma noi vogliamo fare un passo oltre. Questa è l’analisi, è la fotografia, però in teoria se esistono questi cambiamenti, queste differenze, queste disparità fra una banca e l’altra, allora probabilmente possiamo anche risparmiare sul conto corrente, no? Se c’è questa analisi vuol dire che ci sono delle differenze.
Assolutamente, le differenze stanno principalmente nei costi fissi, o nei costi variabili quando andiamo a vedere la tipologia del conto corrente. In particolare l’analisi di Banca d’Italia evidenzia due cose: uno, i vecchi conti sono molto più costosi dei nuovi conti, cioè tutti quei conti correnti aperti prima dell’anno 2000, che sono ancora il 30% dei conti correnti operativi in Italia, sono molto più costosi dei conti correnti accesi negli ultimi due anni. Allora, c’è una differenza del 40% e in particolare quello che determina questa maggiore onerosità sono i costi fissi, quindi quelli che sono i canoni in sostanza.

Quindi quanto più è recente, tanto meglio è?
Tanto meglio è. In sostanza la concorrenza tra le banche ha fatto sì che negli ultimi anni il costo dei conti correnti sia diminuito. Questo è quello che è avvenuto soprattutto per la parte fissa.

Che poi è un po’ quello che si dice per la telefonia. Vale la pena cambiare perché la fedeltà non paga.
Esatto. L’altro aspetto che va a impattare su questa diminuzione è legato all’utilizzo dei nuovi canali, che stanno diventando sempre più importanti per la clientela.

Quindi banche online?
Banche online, esattamente. I dati di Banca d’Italia ci dicono che sempre più famiglie stanno usando conti correnti online e questo comporta dei risparmi sui costi perché le singole operazioni sono molto meno costose.

Quindi va usato anche l’home banking, no? Per fare operazioni sul conto corrente ci dobbiamo connettere al computer, alla banca. Però è una cosa che effettivamente si sta diffondendo, anche persone che non sono molto pratiche del computer lo utilizzano e non sembrano avere molte difficoltà.
Esatto. Non solo, le banche stanno spingendo su tutti gli altri canali di accesso, quindi non solo più il classico computer, ma anche gli smartphone con tutte le applicazioni che le banche mettono a disposizione.

Permane però una certa sfiducia ad utilizzare il conto corrente attraverso questi altri mezzi. E’ sicuro?
E’ assolutamente sicuro. Le banche online poi di fatto sono altri canali delle banche. Magari banche con un brand diverso, ma poi di fatto parte di gruppi più grandi o sono canali online delle banche tradizionali.

Beh, io mi fido sicuramente di queste banche che saranno parte di gruppi consolidati, ma dicevo da parte nostra, se ingenuamente ci facciamo hackerare il computer, se c’è un virus che entra, sentiamo tante di queste invenzioni che arrivano dal mondo della tecnologia che diciamo “E se capita a me, cosa fanno, mi svuotano il conto corrente, ho un’assicurazione a proteggermi? Come farò?”
Qui bisogna stare intanto attenti perché quello che può capitare è il cosiddetto phishing, cioè qualcuno che ci manda una mail maliziosa e ci ruba le password, quindi ovviamente la prima difesa in questo caso è semplicemente fare attenzione a chi diamo i codici d’accesso della nostra banca.

Il phishing si può addirittura segnalare alla Polizia postale, si può girare questa mail alla Polizia postale che poi darà il via alle indagini. Sarebbe proprio consigliabile.
Esatto. I conti correnti online diventano comunque un ottimo strumento di risparmio. Non solo i conti correnti online, ma anche utilizzare i canali non tradizionali, quindi non recarsi allo sportello e utilizzare l’home banking della propria banca può far risparmiare. Solo un numero: un bonifico fatto online costa 3,5 volte meno di un bonifico fatto allo sportello.

Cioè allo sportello paghiamo il triplo.
Tre volte e mezzo. E questa differenza sta aumentando. Nel 2008 questa differenza era tre volte, oggi sono tre volte e mezza.

Quindi i consigli sono: se abbiamo un conto corrente stipulato tanto tempo fa, vale la pena provare a dare un’occhiata per confrontarlo con nuove offerte e magari cambiarlo. Se vogliamo restare con la nostra banca di fiducia a comunque non vogliamo cambiare, si può cambiare anche la tipologia di utilizzo del contro corrente, come lo movimentiamo insomma, se siamo abituati ad andare allo sportello, magari possiamo cominciare a pensare anche di rivolgerci all’home banking, allo smartphone, per risparmiare sui costi.
Esattamente, i risparmi si possono avere sulle singole operazioni, dicevamo del bonifico, oppure si possono avere sull’invio delle comunicazioni, questo è un altro classico esempio in cui c’è spazio per il risparmio. La comunicazione inviata a casa arriva a costare quasi due euro, ma quasi tutte le banche consentono oggi di inviare l’estratto conto in forma telematica a costo zero. E quindi questo è un altro bel risparmio.

Due euro qui, due euro lì, cinque euro qui, cinque euro lì, alla fine sono risparmi seri.
Esattamente. Se poi vogliamo fare un passo ulteriore, passiamo alla banca online che in genere ha anche canoni molto più bassi della banca tradizionale. Il canone è il costo fisso.

Il canone per tutti esiste?
Dipende. Non per tutti.

E quelle nuove tasse di cui abbiamo sentito? Per il Fisco su questo fronte che novità ci sono?
Sul Fisco la novità più grande riguarda il via libera all’anagrafe dei conti correnti. Provvedimento che era previsto già nel decreto salva Italia, doveva partire al 31 ottobre. Il garante della privacy aveva bloccato l’attivazione del procedimento facendo tutta una serie di rilievi all’Agenzia delle Entrate e invece, decisione di pochi giorni fa, c’è stato il via libera e l’Anagrafe dei conti correnti entrerà a regime. Questo cosa vuol dire? Che tutte le operazioni che svolgiamo con operatori finanziari, dalle banche, al banco posta, sgr, sim, verranno trasmesse annualmente all’Agenzia delle Entrate, la quale le utilizzerà per creare dei profili ed andare ad individuare quegli utilizzatori di conti correnti più a rischio di essere degli evasori fiscali o comunque di non dichiarare completamente le loro entrate.

Poi si dice che si possa provare anche a vedere se il proprio profilo è idoneo, coerente, incoerente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Sì, questo è una specie di studio di settore per il privato cittadino, cioè ci si può scaricare questo software, inserire i propri dati di consumo o di spesa, quindi dove andiamo in vacanza, che macchina abbiamo, se abbiamo la colf o non ce l’abbiamo, la scuola privata… e questo software ci dice “Fai attenzione che forse ti arriverà un accertamento”.

Molti hanno detto, anche se si dovesse risultare incoerenti con la posizione tributaria, tutto sommato se uno non ha niente da nascondere non ha niente da temere. Però ci stiamo un po’ allontanando dal seminato, perché poi in realtà il cittadino deve fare qualcosa di suo oppure è in automatico, farà la banca?
No, il cittadino non deve fare assolutamente nulla, sono obblighi a carico del sistema bancario che deve trasmettere quelli che sono i dati sensibili, quindi il saldo all’inizio del periodo di riferimento, il saldo alla fine, assieme a tutta la mole di dati che già normalmente vengono trasmessi all’Agenzia delle Entrate. Quindi pensiamo a quando facciamo operazioni sopra una certa soglia, comunque parte la segnalazione alla Banca d’Italia.

Quindi non è a carico nostro. Fabio, mi ero dimenticato una domanda secondo me importante sul cambiare il conto corrente: è ormai da anni che dovrebbe essere così, però io chiedo conferma a te che sei l’esperto. Quando chiudiamo un conto corrente non ci sono più le spese di chiusura conto che spesso erano anche ben salate?
Ma, questo di nuovo dipende dai contratti in essere, chi ha un contratto molto vecchio rischia di incappare in qualche spesa di chiusura conto. Quello che si può fare riguarda il fatto che ogni tanto le banche ci mandano queste notizie unilaterali di cambio delle condizioni del conto corrente. Ecco, bisogna sapere che se queste condizioni sono sfavorevoli per il correntista, si hanno 60 giorni di tempo per fare il recesso del contratto senza pagare alcuna penale, quindi, la banca mi deve scrivere 30 giorni prima di applicare qualsiasi modifica al contratto, dicendo quali sono queste modifiche e noi correntisti possiamo rescindere da questo contratto entro 60 giorni senza pagare alcuna penale.

Altrimenti vale il silenzio assenso, se non rispondiamo a questa missiva accettiamo la comunicazione. Oppure c’è anche l’altra possibilità, a volte le banche per strappare clienti alla concorrenza, si offrono di pagare loro le spese di chiusura conto.
Esatto, questa è un’altra possibilità. Diciamo che l’ostacolo più grande nel cambiare conto corrente è spesso legato a tutti quegli accrediti, dai rid all’accredito dello stipendio, che diventano un po’ una seccatura, allora, diciamo che la nuova banca fa molte di queste operazioni per conto del cliente, quindi possiamo portare lì la carta di credito, si occupa lei di chiudere la carta di credito, gli possiamo dire quali sono i rid e si occupa la nuova banca di trasferire tutti i rid dalla vecchia banca alla nuova, possiamo pensare al trasferimento dei titoli e anche di questo si occupa la banca. Rimangono magari fuori quegli addebiti su carta di credito con cui ci paghiamo la pay tv, piuttosto che il telepass, e quelli ce li dobbiamo gestire noi.

Ma insomma, dici tu, il gioco vale la candela?
Vale assolutamente la candela. Faccio un esempio sui nostri dati SuperMoney, passare da un conto tradizionale per una famiglia di operatività normale a un conto online, fa scendere il costo da 120 euro all’anno a 76.

E siamo quasi alla metà. Grazie a Fabio Pizzato e agli altri esperti di SuperMoney per aver stilato questi consigli e grazie per questi dati che sono significativi. Grazie Fabio, è tutto con I nostri soldi.