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Conti deposito, piccoli investimenti a rendimenti elevati - Video Guida

Oggi parliamo di come investire i piccoli risparmi, l’ideale per le famiglie, e lo faremo con Linda Iulianella, responsabile area Banche di Supermoney.eu, che ci spiegherà come utilizzare lo strumento del conto deposito.

Linda Iulianella parla di conti deposito a Class Tv - Testo integrale

Linda, è vero che il conto deposito si sta diffondendo sempre più come valida soluzione mirata al risparmio?

Sì, è vero ed è dovuto al fatto che i conti deposito rappresentano un’ottima soluzione per investire una parte dei propri risparmi, dal momento che l’importo depositato viene remunerato con tassi di interesse elevati. 

Secondo Bankitalia la richiesta di conti deposito è aumentata del 7,8%...

In realtà, nell’ultimo bollettino emanato, Bankitalia ha dichiarato che è stata la raccolta da parte delle banche ad essere aumentata del 7,8%. Dal punto di vista del sistema economico, è sicuramente una buona notizia: le banche hanno più liquidità e, dunque, una maggiore possibilità di erogare credito. È però una cattiva notizia, se letta dalla prospettiva dei privati, perché significa che c’è una minore disponibilità di denaro da destinare ai consumi. Le famiglie, insomma, preferiscono tenere i risparmi sul conto corrente o, come sta accadendo più di recente, sul conto deposito, uno degli investimenti preferiti dagli italiani per via della sicurezza che è in grado di offrire.

Cos’è nel dettaglio il conto deposito e come funziona?
È uno strumento finanziario che consente di ottenere una remunerazione del capitale depositato grazie a rendimenti più o meno elevati, che dipendono dalla tipologia di prodotto scelto dal risparmiatore. I conti deposito si suddividono, infatti, in due tipologie: il conto libero e quello vincolato. Il deposito libero propone tassi di interesse lordi che possono arrivare fino al 3,50% e si caratterizza per lasciare al privato la libertà di prelevare in qualsiasi momento l’importo desiderato.
Diverso è il caso del conto deposito vincolato. Con questa soluzione i tassi di interesse lordi arrivano anche fino al 4,50%, ma la liquidità depositata non può essere movimentata fino alla scadenza del vincolo. In linea generale, la durata del vincolo è ricompresa tra i 3 e 24 mesi, ma è bene ricordare che vi è sempre una certa variabilità legata allo specifico prodotto bancario scelto dall’investitore.


È quindi una soluzione a metà tra il conto corrente e l’investimento: lo apriamo comunque presso la banca, ma – diversamente dal conto corrente – non lo possiamo utilizzare per le nostre operazioni bancarie quotidiane…

Esatto, anche perché il conto deposito non dà diritto alla carta di credito, al bancomat e a tutti gli altri servizi bancari associati al conto corrente.

Come si fa a ottenere il massimo del guadagno da un conto deposito?

Bisogna innanzitutto valutare la propria capacità di investimento, ossia la possibilità di privarsi per un certo periodo di una quota di liquidità normalmente destinata al bilancio familiare. Se questa valutazione avrà esito positivo, potrà risultare vantaggioso vincolare l’importo depositato, dal momento che il tasso di interesse corrisposto dalla banca è direttamente proporzionale alla durata del vincolo.

Per vincolare il conto, però, dobbiamo veramente essere sicuri di non avere bisogno di quella liquidità per le spese ordinarie e straordinarie del bilancio familiare, non è così?
Certo, bisogna aver precedentemente valutato la propria condizione economica e, se questa lo consente, il mio consiglio è quello di vincolare. Ci sono, ad esempio, conti depositi vincolati a 12 mesi, che consentono di ricevere il 4,50% di interesse lordo.

Cosa succede se, avendo aperto un conto deposito vincolato, ci si trova improvvisamente a dover prelevare una parte della liquidità?
Sicuramente dipende dal tipo di conto deposito che si è sottoscritto. Alcune banche, ad esempio, non permettono lo svincolo. Generalmente, però, questi istituti sono quelli che assicurano i rendimenti maggiori sulle somme vincolate. Altre banche, invece, consentono lo svincolo della somma, pena però la perdita degli interessi maturati.

Quindi si perde tutto?
Sì, si perdono tutti i rendimenti cui si aveva diritto. Per di più, in caso di estinzione anticipata del vincolo, alcuni istituti prevedono anche il pagamento di una penale, che può essere o una percentuale sulle somme depositate, o un importo fisso. Infine, vi è una terza categoria di banche che permette di svincolare, corrispondendo però solo una parte degli interessi maturati.

In sintesi, più permissive sono le condizioni del conto deposito più bassi sono gli interessi riconosciuti al risparmiatore!

Sì, funziona esattamente così. Un altro consiglio importante è quello di valutare con attenzione tutte le spese previste dalla banca: spese di gestione, di apertura e di chiusura del conto deposito.

Per quale entità di importi può essere adatto un conto deposito?

L’investimento medio in un conto deposito per una famiglia tipo può aggirarsi attorno ai 15 o 20 mila euro, poi dipende sempre dalla capacità di investimento del nucleo familiare. Quando, invece, si hanno disponibilità molto ampie, ci si avvale solitamente della consulenza specializzata degli istituti di credito o di personal advisor, che individuano in quali ambiti investire e come farlo al meglio.


Dunque, difficilmente chi dispone di grosse cifre, diciamo 100 - 150 mila euro, le investirà tutte in conti deposito; magari effettuerà investimenti diversificati...

Certo e lo farà avvalendosi del consiglio di esperti che svolgono questa attività a livello professionale.

In sostanza, il conto deposito è lo strumento di risparmio tipico della famiglia media che desidera investire piccole somme. Passando invece al tema delle spese, il titolare di un deposito deve prevedere altri costi oltre quelli bancari?

Sì, c’è la cosiddetta mini-patrimoniale, già attiva dal 2012 sui conti deposito. A gennaio 2013, tra l’altro, è aumentata, passando dallo 0,10% allo 0,15%. È quella che comunemente chiamiamo imposta di bollo, ossia la tassazione sulla totalità dell’importo depositato. Tuttavia, dobbiamo ricordare che esistono soluzioni ibride, create dalle banche proprio per dare ai risparmiatori la possibilità di ottenere dei buoni rendimenti.

Come nel concreto?

Alcune banche consentono di vincolare una parte della propria liquidità direttamente sul conto corrente, permettendo, allo stesso tempo, di pagare l’imposta di bollo classica del conto corrente: 34 euro all’anno. Da un lato, dunque, il titolare percepisce interessi elevati sulla quota immobilizzata, che possono arrivare fino al 4%, dall’altro si avvale della tassazione tipica dei conti correnti, che per liquidità inferiori a 5 mila euro è addirittura nulla.

È una sorta di escamotage…

Sì, esatto, è un escamotage per permette di aggirare l’aumento della mini-patrimoniale, anche se rimangono comunque valide le condizioni relative al vincolo e alle penali per l’estinzione anticipata dello stesso.

Alcuni assimilano il conto deposito, sia per entità degli interessi che per sicurezza dell’investimento, ai titoli di stato… possiamo fare anche noi un simile paragone?

I Bot a 12 mesi offrono oggi circa lo 0,92% di rendimento su un anno, mentre per i conti deposito si parla del 4,50% di interesse lordo, c’è quindi una differenza importante tra i due investimenti. Entrambi sono comunque sicuri e garantiti. Il conto deposito è garantito, fino a 100 mila euro, dal Fondo di Tutela interbancario dei Depositi, i Bot invece sono garantiti dallo Stato.

Approfondiamo la garanzia del Fondo di Tutela interbancario: cos’è e come funziona?

Il Fondo di Tutela dei Depositi ha lo scopo di garantire, in caso di default (o fallimento) della banca, la restituzione della liquidità depositata fino a 100 mila euro.

Tutte le banche fanno parte di questo Fondo? Non è che se apriamo un conto deposito con una banca poco conosciuta, rischiamo maggiormente di perdere il nostro investimento in caso di default dell’istituto?

In Italia, tutte le banche fanno parte di questo Fondo, ma il consiglio da seguire è sempre quello di verificare che la banca abbia aderito al Fondo di Tutela interbancario.

In conclusione, tra conto deposito e Bot, qual è l’investimento più redditizio?

Sicuramente il conto deposito perché offre, come abbiamo visto, un rendimento più elevato. È comunque opportuno ricordare che sui Bot la tassazione sul rendimento è più bassa, essendo del 12% contro il 20% di tassazione vigente sui conti deposito.

Allora, se un conto deposito garantisce un rendimento lordo del 4,50%, quali voci di costo dobbiamo sottrarre per ottenere il rendimento netto: solo le tasse o anche altre spese?

Bisogna considerare non solo le tasse, ma anche le eventuali spese previste dalla banca; mi riferisco alle spese di apertura, di gestione del conto e di chiusura.

Insisto su questo tasto, perché il conto deposito sembra davvero l’uovo di Colombo, è sicuro, è garantito da un fondo interbancario, è adatto a tutti, offre elevati rendimenti … insomma, non ci sono dei lati negativi? Per esempio, accedervi è difficile?

No, assolutamente. È sufficiente recarsi presso qualsiasi banca tradizionale e valutare la bontà dei prodotti di investimento messi a disposizione dei risparmiatori. Oppure, si può aprire un conto deposito anche online. Naturalmente, i prodotti online sono più convenienti, perché le spese di gestione, di apertura e di chiusura della pratica sono azzerate.

A questo proposito, rammentiamo a coloro che desiderano aprire un conto deposito online che esistono siti come Supermoney.eu, dove si possono confrontare le migliori offerte sul mercato. Tornando all’uovo di Colombo, forse allora il problema può essere in uscita. Non è che quando chiudiamo il conto ci troviamo a dover versare spese di chiusura salate?

È indubbiamente una buona norma quella di leggere attentamente i contratti di stipula del conto deposito, all’interno dei quali sono riportati nel dettaglio tutte le condizioni e i costi.

Ricordiamoci, dunque, di leggere sempre tutte le clausole contrattuali: condizioni di uscita, fogli informativi, eventuali altre spese. Solo così potremo avere quadro definitivo dei costi che andremo a sostenere.

Ringraziamo per questi utili consigli Linda Iulianella, responsabile Area Banche di Supermoney.eu, sito che vi invitiamo a visitare per ulteriori approfondimenti su questo e molti altri temi. Grazie, Linda. È tutto per oggi.