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Come ottenere interessi elevati sui conti deposito - Video Guida

I consigli di Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney, su come ottenere interessi più elevati sul conto deposito

Andrea Manfredi parla di conti deposito a Class Tv - Testo integrale

Ritroviamo anche in questa settimana Andrea Manfredi, amministratore delegato di Supermoney.it. Grazie per essere qui, buongiorno. E oggi parliamo di investimenti, ma attenzione, non gli investimenti dei miliardari, perché purtroppo ormai soldi ce ne sono pochi qui nel nostro Paese. Quindi le famiglie che hanno un po’ di risparmi è bene che sappiano come investirli per ottenerne meglio, quei pochi che sono rimasti almeno.
Oggi parliamo proprio di come investire bene i pochi soldi che ci rimangono da parte. Quindi non spendere i soldi è sempre il primo consiglio, ma attenzione, se uno ha dei soldi, investiamoli bene perché ci possono dare delle piccole soddisfazioni di cui non dobbiamo privarci.

Che strumento ci proponi?
Qual è un modo semplice? Oggi vediamo uno degli strumenti più semplici possibile: i conti deposito. I conti deposito nella loro essenza sono dei conti correnti con meno funzionalità che permettono di ottenere un rendimento del denaro, quindi interessi, un po’ più elevati. Ce ne sono di due tipologie: i conti non vincolati e i conti vincolati. Cosa vuol dire?Vuol dire sostanzialmente, il conto non vincolato è un conto dove uno può mettere il proprio denaro e può toglierlo a suo piacimento. Il conto vincolato è un conto dove uno mette il proprio denaro e deve mantenerlo lì fermo per un determinato periodo di tempo.

Deve, cioè dovrebbe, a meno di non pagare poi una penale.
Una penale o dei costi di uscita particolari. Questo lo vediamo, perché è uno dei punti di attenzione a cui prestare molto interesse. Ma quanto si parla di interessi? Perché poi questa è la cosa che interessa di più. Si va per un conto vincolato a 12 mesi sul doppio dei rendimenti dei Bot, dei Buoni Ordinari del Tesoro, quindi circa un 4% netto, qualcuno paga di più, qualcuno paga di meno, ma come ordine di riferimento.

Non è da sottovalutare questo aggettivo che hai aggiunto: “netto”. Quando sentiamo le pubblicità parlano di netto o lordo?
Tipicamente parlano di lordo, bisogna sempre fare attenzione, perché c’è l’aliquota fiscale che è il 20%, quindi su tutti gli interessi maturati si paga il 20% di tasse allo Stato e questa è una delle cose interessanti. Sempre parlando di tipologie .

Andrea, tu ti ricordi per un altro argomento, ad esempio le offerte per i voli, è stato imposto alle compagnie aeree di indicare in pubblicità il prezzo finale, non al netto delle tasse. Non c’è una norma analoga anche per questo settore? Ad esempio se io faccio una pubblicità e ti offro il 4% di interessi, posso anche indicare il 4% lordo?
No, non c’è una norma in questo senso.

Dà dei fraintendimenti.
Sì, dà dei fraintendimenti, ma la ratio dietro le compagnie aeree, sui costi, era che le commissioni che potevano essere applicate dai diversi gestori potevano essere anche molto diverse, quindi il prezzo dell’offerta finale non era più paragonabile all’offerta iniziale. In questo caso la tassa è sempre il 20%.

C’era maggiore discrezionalità.
Sì. C’è un elemento di tassazione indiretta molto importante, introdotta quest’anno, nel 2012, l’imposta di bollo, che invece è discrezionale. Perché? L’imposta di bollo vale per tutti i conti di deposito. Attualmente è lo 0,1% , a partire dal 2013 sarà lo 0,15%. Ci sono, però, alcune banche che hanno deciso di pagarla per i propri clienti. Quindi un elemento sia pubblicitario, sia sostanziale, a cui fare attenzione è se la banca che stiamo scegliendo rimborsa o non rimborsa l’imposta di bollo dovuta allo Stato. Non confondere mai l’imposta di bollo e tassa sugli interessi.

Quindi è discrezionale il fatto che alcune banche propongono un’offerta in cui praticamente la pagano loro.
Esattamente.

Però bisogna verificarlo, perché queste sono le classiche cose piccole in fondo al cartellone.
Una delle altre cose da verificare è una tipologia nuova di conto deposito che ora si sta diffondendo che è molto interessante. Si chiamano conti liberi d’alto rendimento. Cosa vuol dire? Vuol dire che il conto di per sé è libero, quindi uno mette i soldi e li può togliere quando vuole e prende un tasso di interesse che è equiparabile a quello di un conto vincolato. E uno dice: “ma cosa succede? Come mai?”. E allora bisognerebbe vedere bene quali sono le condizioni per cui sia veramente libero il conto. La cosa che più di sovente accade è che sia necessario chiedere indietro la liquidità 30 o 60 giorni prima di quando effettivamente la liquidità ci viene data.

Quindi non possiamo proprio fare il bancomat.
Non possiamo fare il bancomat, però è uno strumento molto vantaggioso per l’utente perché con un minimo di pianificazione ci permette effettivamente di avere un alto rendimento.

Noi non ci fidiamo più delle banche, perché ne sentiamo parlare da tanti. Insomma la gente ha un po’ di sfiducia. Dicci tu, ci possiamo fidare, non ci possiamo fidare?Di chi? Come trovare la banca più affidabile, più ragionevole?
Era la banca, il prete, il farmacista. Non ci si può non fidare. Allora, le banche sono istituti solidi, come tutti gli istituti solidi di natura commerciale hanno degli obiettivi di vendere cose alle persone. Quindi un conto è dire: “mi posso fidare o no?” Sì, delle banche ci si può fidare, un conto è dire: “la banca fa i propri interessi oppure no?” Certo, la banca fa i propri interessi, dove l’interesse è vendere prodotti. Quindi fidarsi assolutamente sì, porre anche grossa attenzione a quello che si compra, capendo sempre bene.

Quindi dai nostri soldi una banca ne trarrà profitto e parte di questo profitto va a noi, parte lo terranno loro. Non è niente di strano.
C’è un’altra cosa: sul tema sicurezza c’è una domanda ricorrente che si sente molto: “ma c’è il rischio che la banca fallisca e io perda i soldi? Allora questo rischio non c’è, perché in Italia, come in realtà ormai in tutti i Paesi della CE è attivo il Fondo di Tutela dei Depositi, per cui se un istituto italiano fallisce, c’è questo fondo che garantisce fino a 100 mila euro per persona per banca. Questo cosa vuol dire? Che se io ho un conto da 70 mila euro su una banca e un conto da 70 mila euro su un’altra banca, se queste due banche falliscono insieme, comunque io riceverò indietro dal Fondo di Tutela dei Depositi 70 mila euro per il primo conto, 70 per il secondo.

Di chi è questo Fondo?
Dello Stato.

E’ un fondo governativo?
E’ un fondo governativo, statale.

Per cui siamo sicuri, a meno che non succede proprio il finimondo dovremmo essere garantiti.
Siamo garantiti. L’altra domanda che si sente sempre più spesso è: “Ma io sono entrato in contatto con un’offerta di una banca estera. Non capisco bene. Poi se la banca estera fallisce cosa succede?” E questo succede sempre di più, perché ci sono molte offerte oggi in Italia che hanno dei tassi di interesse molto alti portati da banche estere. I casi sono due: escludiamo le truffe, le frodi, bisogna sempre stare attenti che la banca estera esista davvero e sia realmente registrata. Le due possibilità sono: uno, è una banca europea che non ha aderito al fondo italiano. Se è una banca europea che non ha aderito al fondo italiano, siamo comunque tutelati dal fondo dove la banca ha la propria dimora, quindi fondo italiano, fondo inglese, fondo svedese, fondo francese.

Se fa parte dell’UE?
Se fa parte dell’UE. Se invece è una banca estera che non fa parte dell’UE, deve avere necessariamente aderito al Fondo di Tutela dei Depositi.

Questo lo dobbiamo controllare noi’
Questo lo dobbiamo chiedere o controllare evidentemente, ma almeno in teoria, se di truffa non si tratta, è una disposizione che Bankitalia dovrebbe fare applicare in modo obbligatorio ed automatico. Quindi anche in questo caso, previe le necessarie verifiche che vanno sempre fatte…

Possiamo stare tranquilli.
I conti offerti da banche estere sono generalmente conti tranquilli.

Allora, Andrea,ancora una domanda. Qui abbiamo iniziato, abbiamo esordito dicendo come i risparmi degli italiani stiano mano mano diminuendo. Quindi di che cifre stiamo parlando. Secondo te quando comincia a diventare conveniente un conto deposito?Anche per cifre basse?
Il conto deposito è attrattivo soprattutto per le cifre basse, quindi chi ha 5-10 mila euro e sa che non ne ha bisogno, li può mettere su un conto deposito in modo saldo e ragionevole. Chi ha 100 mila euro o 200 mila euro, tipicamente è una gestione patrimoniale più complessa e quindi non mette tutti i soldi su un conto deposito, generalmente li frazionerà su diversi strumenti finanziari, quindi in particolare per le piccole cifre i conti di deposito sono lo strumento vincente. Ci sono, però, alcune cose a cui fare attenzione, perché il piccolo risparmiatore deve essere informato. Allora, primo tema, leggete bene come vengono depositati, come vi vengono accreditati gli interessi, perché non è sempre uguale. Gli interessi vi posso essere dati in forma anticipata, in forma posticipata a tre mesi, in forma posticipata dopo un anno. Questo cambia, perché cambia quando abbiamo disponibilità dei soldi. Tipicamente il vincolo è sulla somma che depositiamo, non è sulla somma con gli interessi. Se ci danno gli interessi in anticipo, quelli li possiamo prendere, quindi la cosa non è banale. Il secondo punto a cui stare molto attenti è cosa succede se prendete dei soldi in anticipo, quello che dicevamo prima. Ho fatto il vincolo a 12 mesi, però dopo tre mesi mi servono i soldi. Bene, grande notizia, tutte le banche fanno una cosa diversa, quindi è necessario informarsi bene.

Cioè se rompo il vincolo?
Se rompo il vincolo. Si va da non prendere i soldi.

Quindi un rifiuto?
Sì, quindi leggere bene che non ci sia scritto, a li puoi prendere e non ti riconosco nessun interesse, oppure li puoi prendere e ti riconosco un tasso base che sarà molto inferiore rispetto a quello vincolato, però quanto meno, meglio di niente e poi c’è qualche banca particolarmente generosa.

Non c’è quella che mette le penali addirittura?
No, le penali ormai non le mette più nessuno. C’è qualche banca che dice: “va bene, ti do lo stesso tutti i soldi e va bene anche se non rispetti quel vincolo”. Sono poche, ma ci sono. Ma bisogna stare soprattutto attente a quelle che dicono che i soldi non si possono prendere, perché se uno contrattualmente si obbliga ad un vincolo, effettivamente poi quel vincolo, se non è normato diversamente nel contratto, dev’essere rispettato.

Ci hai detto che chi ha una gestione da 200-300 mila euro, che sostanzialmente ha un patrimonio, avrà probabilmente il suo commercialista, il suo promotore finanziario di fiducia, ma 5-10 mila euro già vanno bene, anche cifre intorno ai 30, 20, 50?
Allora il taglio medio dei conti di deposito è attorno ai 30 mila euro, quindi questo mediamente è quanto in Italia si mette sui conti deposito, quindi che fra cifre che vanno dai 5 ai 50 mila euro siamo nella media. Sopra i 50 mila euro io inizierei a pormi qualche domanda, perché sopra i 50 mila euro forse c’è anche qualche altro strumento che possiamo utilizzare, in un’ottica di aumento del rendimento, mantenendo anche un profilo di rischio basso, quindi su una cifra più bassa probabilmente è bene informarsi.

Tipo? Magari ora ce lo accenni, poi ce ne parli.
Altri strumenti, magari uno può prendere delle obbligazioni corporate, i cosiddetti corporate bold, General Motors, Fiat, Enel, Eni. Uno prende pezzi di debito di grandi aziende o pezzi di debito di paesi che non sono magari l’Italia, ma paesi che possono essere un po’ più rischiosi.

Quindi ci sono altri strumenti.
Ci sono altri strumenti.

L’ultima domanda sui conti deposito: possiamo accedervi tutti, ci sono vincoli all’ingresso, cioè la pubblicità viene fatta, io ho questa somma e voglio depositarla in un conto deposito, è come un mutuo che la banca deve approvarti per capirci?
No, non lo deve approvare, ci sono due vincoli molto semplici: il primo è l’essere maggiorenni, il secondo vincolo è avere un conto corrente bancario già attivo.

Nella stessa banca?
No, non necessariamente, in una qualsiasi altra banca. Il conto deposito è un conto particolare, che non si può usare per le operazioni, quindi i soldi che vengono depositati su un conto deposito tipicamente provengono da un altro conto corrente che viene usato come conto d’appoggio. Quindi se io non ho un conto corrente con qualunque banca, non posso materialmente avere un conto deposito.

Insomma è un po’ difficile che uno che non abbia un conto corrente, voglia aprirsi un conto deposito.
Le banche quando si tratta di prendere soldi sono molto tranquille, è quando si tratta di darli che magari…

Ma alla fine dell’anno, metti che io ho fatto un conto vincolato per un anno, poi voglio chiudere il rapporto con questa banca, basta, non lo voglio più fare, dovrò pagare le spese di chiusura conto?
No, i conti ormai (sempre controllare bene nei contratti), però i conti deposito sono senza spese di ingresso e senza spese di uscita, quindio ormai non ci sono penali, sono contratti limitati, quindi uno potrà avere qualche offerta commerciale correttamente dalla banca che proverà a vendere qualcos’altro, ma può uscire tranquillamente.

Quindi non troveremo spese di chiusura conto.
No.

Grazie ad Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney.eu, sito a cui vi rimando tra l’altro per fare il confronto e magari scegliere il conto deposito più adatto al vostro stile di vita. Grazie Andrea, I nostri soldi oggi termina qui.